TODAY I WILL.....

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OGGI VOGLIO.....ALLENARMI E DIVENTARE PIU' FORTE, NUTRIRMI CON CIBI SALUTARI, AVVICINARMI ULTERIORMENTE AL MIO OBIETTIVO, PRENDERMI UNA PAUSA PER APPREZZARE LA VITA, PIANIFICARE IL DOMANI
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sabato 11 maggio 2013

ASPARAGI

Conosciuto fin dai tempi degli antichi Egizi ed apprezzato, in particolar modo, dai Romani che ne descrissero accuratamente non solo il metodo di coltivazione ma anche quello di preparazione, l’asparago (asparagus officinalis) è un ortaggio primaverile facilmente reperibile tra marzo e giugno.
La parte commestibile della pianta sono i germogli (turioni), che spuntano dalla base di un reticolo di fusti che cresce sotto terra. Ne esistono più di 200 varietà che si distinguono soprattutto per aspetto, sapore e tipologia di coltivazione in quattro tipologie principali: asparagi; violetti; verdi; selvatici. Hanno  forma allungata, consistenza carnosa e sapore piuttosto delicato che ricorda quello del carciofo.
Gli asparagi hanno proprietà diuretiche e depurative dovute all’alto contenuto in potassio, saponine e polifenoli  e sono quindi ottimi nel periodo primaverile per eliminare le scorie ed i liquidi in eccesso accumulati durante l’inverno. Hanno un buon contenuto in calcio, ferro, magnesio, acido folico, fosforo e vitamine del gruppo B (questi ultimi due in particolare sono importanti alleati contro l’astenia). Contengono anche rutina, un flavonoide ottimo protettore dei capillari. Come tutti gli alimenti vegetali sono ricchi di fibre, soprattutto di quelle insolubili che favoriscono il transito intestinale e aumentano la sazietà. Sconsigliati solo a chi soffre di uricemia, gotta e calcoli renali per l’elevato apporto di purine.
frittata di asparagi
Per riconoscere l’ortaggio fresco, bisogna controllare che le punte non siano piegate ma dritte e chiuse e gli steli duri, flessibili e resistenti alla rottura. E’ consigliato conservarli in frigorifero altrimenti con i gambi immersi in acqua fresca ma solo per 24 ore.
Ottimi in risotti, mousse e vellutate. Quelli selvatici sono particolarmente indicati per zuppe o frittate (in questo caso non è necessaria la bollitura). Esistono pentole particolari, chiamate asparagiere, cilindriche e dotate di un cestello che mantengono gli steli in posizione verticale in modo che solo gli steli immersi nell’acqua subiscano la bollitura, mentre i germogli più teneri vengono cotti al vapore. La cottura a vapore in ogni caso è da preferire alla bollitura in quanto permette una maggior conservazione delle caratteristiche nutrizionali dell’alimento.

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FONTE: http://www.iocorro.net/content/Asparago-il-depuratore/50190

giovedì 6 dicembre 2012

I CACHI

Tra i frutti di Dicembre oggi approfondiamo la conoscenza del cachi. Personalmente, in questo periodo, nella colazione dopo l'allenamento consumo questo frutto e lo trovo gratificante al palato e molto rigenerante....ma vediamo le sue caratteristiche.
Il cachi è un frutto che a completa maturazione contiene elevate quantità di zuccheri semplici, assorbiti immediatamente dall'organismo umano, principalmente sotto forma di fruttosio e glucosio. Questo lo rende poco indicato a chi abbia problemi di obesità o diabete.
Cachi
E', tra i frutti autunnali, il più ricco in beta-carotene, potente antiossidante che protegge dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di tumore e rafforza il sistema immunitario.

- Lo stesso betacarotene è il  pigmento responsabile del brillante e luminoso color arancione del frutto.
Il betacarotene è anche precursore della vitamina A, necessaria al nostro organismo per la protezione della pelle e delle mucose, per l'accrescimento osseo, dei denti, di unghie e capelli.

- Il cachi contiene buone quantità di vitamine C e P, utili a prevenire le malattie da raffreddamento e a dare maggior elasticità a vene e capillari.

- Il cachi è ricco di fibre, utili alla funzionalità intestinale e particolarmente indicate in caso di stipsi.

Nel cachi sono ben rappresentati sali minerali come:

- potassio, indispensabile per la regolarizzazione del pH sanguigno, della pressione arteriosa e dell'attività muscolare
- calcio, importantissimo per le ossa;
- fosforo, necessario come il calcio per le ossa ed essenziale componente di importanti catene proteiche e lipidiche;
- selenio, altro antiossidante prezioso per contrastare malattie e invecchiamento.

Il cachi contiene inoltre buone quantità di ferro, calcio, rame, manganese e magnesio.
Un discorso a parte meritano i tannini, astringenti naturali, maggiormente presenti nel frutto non ancora maturo: questo fa si che consumare i cachi quando la polpa è ancora soda lo rende particolarmente astringente (tipica la sensazione di bocca 'legata'), mentre a piena maturazione quando la polpa si fa gelatinosa, regola la funzione intestinale.

Le sostanze contenute nella polpa del cachi, quali tannini, potassio e calcio, rendono questo splendido frutto un ottimo rimedio per combattere le astenie derivanti da un cattivo funzionamento del fegato (straordinario: l'astenia è una sindrome da stanchezza caratteristica della stagione autunnale, l'autunno ci offre frutti e semi oleosi che aiutano a combattere con i loro preziosi equilibri nutrizionali questa sindrome).

I cachi, per il loro contributo energetico e in potassio, sono particolarmente indicati per bambini, persone che svolgono attività sportiva e per le sue qualità di ricostituente nei casi di debilitazione, inappetenza e convalescenza.

Si noti che un colore come l'arancione viene percepito anche dal nostro cervello come stimolante e possa contribuire all'attivazione dei meccanismi dell'appetito.
Hanno azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali e depurativa, in particolare per quanto riguarda le tossine immagazzinate dal fegato.
Inoltre i cachi hanno un'efficace funzione diuretica e stimolano l'organismo a liberare i liquidi in eccesso.

Una semplice cura depurativa e per la protezione del fegato consiste nell'assunzione di un cachi al giorno, possibilmente a digiuno o comunque lontano dai pasti principali, da protrarre per tutta la stagionalità del frutto. Per contrastare la ritenzione idrica sarà sufficiente osservare l'accortezza di assumere il cachi al mattino a digiuno qualche minuto prima della colazione.


CACHI PER IL CUORE E L'IPERTENSIONE

C'è una relazione molto 'speciale' tra il frutto del cachi e il cuore.
La 'bacca' di color arancione intenso, a volte vicina al rosso, può ricordare un organo cardiaco in piccolo. La sua costituzione in particolare, caratterizzata da quattro lobi separati da membrane, come quattro sono le cavità da cui è costituito il cuore.
Questa somiglianza simbolica trova sorprendenti conferme nella relazione tra il cachi alimento e la funzione cardiocircolatoria.
La pectina, sostanza presente in abbondanza nel cachi, aiuta l'organismo a ridurre la quantità di colesterolo nel sangue. La grande quantità di zuccheri è altrettanto importante per il sistema cardiocircolatorio.

Chi soffre di ipertensione è spesso obbligato ad assumere farmaci diuretici in quanto l'espulsione di liquidi riduce la pressione arteriosa. Ma con i liquidi vengono eliminati preziosi sali minerali, potassio in particolare, che a sua volta è necessario compensare mediante l'assunzione di...altri farmaci.

Un serpente che si morde la coda, un loop che può essere interrotto da un 'semplice' rimedio naturale, in questo caso un frutto, in grado di abbinare l'efficace azione diuretica, utile alla riduzione della pressione arteriosa, con un significativo apporto di potassio.


CACHI IN TAVOLA

Non tutti amano la vischiosità della polpa del cachi, in questo caso è sufficiente passarli al passaverdura per creare una squisita crema a cui unire del succo di limone. Con il cachi è possibile preparare un'otttima marmellata o, per i più golosi, un delizioso dessert da preparare sbucciando il cachi, frullandone la polpa che andrà sistemata in coppette e poi guarnita con cioccolato fondente grattuggiato. 


CACHI E COSMESI

La polpa matura del cachi può essere utulizzata a scopo cosmetico per preparare una maschiera facciale. Infatti la notevole quantità di betacarotene che contiene rende la pelle del ciso più luminosa e curata.
A questo scopo basta schiacciare la polpa matura di un cachi e spalmarla sul viso lasciandola in posa per 15 minuti circa e rimuovere con acqua tiepida.
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Per la tabella dei valori nutrizionali vedere al link http://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/tabella09263.php


IL CALENDARIO STAGIONALE DELLA FRUTTA E DELLA VERDURA

A questo link è reperibile il calendario biologico con i periodi di maturazione naturale della frutta http://www.paginainizio.com/service/fruttastagione.htm

mercoledì 7 novembre 2012

I FICHI D' INDIA

PROPRIETA' E BENEFICI
Fichi d'India
La pianta dei fichi d'India, nome scientifico "Opuntia ficus indica", è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Cactaceae ed è originaria del Messico; può raggiungere un'altezza di circa 3 metri mentre le sue radici, generalmente molto estese, non superano i 30 cm. di profondità.
Il fico d'India cresce senza difficoltà nelle zone caratterizzate da un clima caldo ed arido; infatti una delle caratteristiche più apprezzate di questa pianta è che essa necessita di pochissima acqua per vivere.
Le piante dei fichi d'india non hanno bisogno di nessun intervento chimico da parte dell'uomo per potersi sviluppare e per questo motivo è uno dei pochissimi frutti a non subire manipolazioni.
Sono composti per l' 85,5% da acqua, per il 9% da carboidrati, il 3,5% da fibre e la restante percentuale è formata da proteine grassi e ceneri. I minerali presenti sono: potassio, magnesio e calcio, presenti in grande quantità, seguono poi fosforo, sodio, rame, selenio e ferro.
Per quanto riguarda le vitamine sono presenti la vitamina A, alcune del gruppo B e la vitamina C.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è dedicata allo studio dei fichi d'India per tentare di dimostrare in modo sperimentale le proprietà ed i benefici che questo frutto esplica nei confronti dell'organismo umano; la tradizione popolare ha da sempre attribuito ai fichi d'India proprietà terapeutiche ma gli ultimi studi condotti su questo frutto paiono proprio confermare le sue proprietà benefiche.

Il fico d'india, grazie al buon contenuto di fibre solubili e non, aiuta a dimagrire e a mantenere sotto controllo la glicemia; le fibre sono utili per favorire il transito degli alimenti nel tratto intestinale, rigenerano la flora intestinale e sono utili nella prevenzione delle emorroidi.

Hanno proprietà dissetanti ed un buon potere energetico; queste caratteristiche lo rendono un frutto particolarmente indicato per l'inizio della stagione autunnale. Tra le proprietà più importanti dei fichi d'India vi è quella depurativa che è in grado di favorire l'espulsione dei calcoli renali e l'eliminazione dei liquidi.

Dagli ultimi studi condotti sui fichi d'India pare che questi abbiano la proprietà di combattere i parassiti dell'intestino.
I fichi d'India hanno una prima fioritura in primavera; i frutti che si ottengono da questa prima fioritura vengono eliminati costringendo così la pianta ad una seconda fioritura che produrrà cosi nuovi frutti più grandi che matureranno nel periodo invernale e che troviamo solitamente disponibili sul mercato a novembre/dicembre.

I fichi d'India tardivi ottenuti con questa tecnica vengono appunto chiamati "bastarduna", sono meno numerosi ed hanno un prezzo più alto rispetto ai comuni fichi d'india; un'altra caratteristica che li distingue, oltre ad essere più grandi, è l'assenza di semi.
Calorie: per ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 41 calorie.

Curiosità culturali legate ai fichi d'india:
particolare della bandiera messicana

NOVEMBRE



 Ecco cosa troviamo sugli scaffali della frutta e della verdura nel mese di Novembre:


 Frutta
 Verdura
  Ananas  Radicchio
  Arance  Cime di rapa
  Castagne  Spinaci
  Cedri  Cardo
  Clementine  Indivia
  Mandaranci  Tartufi
  Mandarini  Cavolfiore
  Uva  Cavoli vari
  Kaki  Cavolini di Bruxelles
  Kiwi  Broccoli
  Melagrana  Catalogna
  Mela  Funghi
  Pera  Carote
  Noci  Melanzane
  Papaia  Scorzonera
  Pompelmo  Sedano
  Avocado  Topinambur
  Banane  Zucchine
  Fichi d'India 
Frutta e verdura di stagione, i prodotti di novembre

Con l'inizio della stagione fredda abbiamo l' esplosione degli agrumi e la comparsa delle castagne e dei fichi d'india per quanto riguarda la frutta, mentre per la verdura grande risalto ai cavoli e agli spinaci.
L'inverno è anche il periodo delle malattie da raffreddamento e delle epidemie da virus influenzali. Una massiccia dose di frutta e verdura ogni giorno può aiutarci a prevenire questi malanni ma è anche utile nella fase acuta o alla comparsa dei primi sintomi perchè entrambe le categorie sono ricche di vitamine e sali minerali che aumentano e fortificano le difese immunitarie del nostro organismo.
Immaginiamo che, mangiando frutta e verdura, introduciamo nel nostro organismo tanti soldatini armati e corazzati. Quanti più soldatini abbiamo al nostro fianco maggiori saranno le probabilità di non ammalarsi o di attenuare i sintomi influenzali! Sfruttiamo quindi queste grandi potenzialità della frutta e della verdura.....eviteremo di imbottirci di medicinali e di trascorrere il nostro prezioso tempo libero a letto e in compagnia della nostra bella influenza stagionale!



sabato 20 ottobre 2012

LA MELAGRANA

PIANTO ANTICO

GIOSUE’ CARDUCCI


L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da' bei vermigli fior

Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l'inutil vita
Estremo unico fior,

Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor.


Tra la frutta che troviamo abbondante nel mese di Ottobre la melagrana, frutto del melograno, è sicuramente la più interessante per alcune sue proprità nutrizionali che fra poco andremo a vedere.
Colorata e gustosa, la melagrana un frutto
di antiche origini 
Il melograno, meglio identificato con il termine Punica Granatum L., appartiene alla famiglia delle Punicacee, è un arbusto dai rami contorti, spinosi e abbondanti, una corteccia dal color rosso grigiastro. È una pianta dalla crescita lenta, raramente supera i 5 metri di altezza, presenta delle foglie minuscole dalla forma allungata. Nel periodo della fioritura, i rami si adornano con splendidi fiori rossi. Il frutto è una bacca carnosa, dalla buccia spessa di color giallo, con delle sfumature che vanno dal rosso fino all'arancio. All'interno del frutto sono contenuti moltissimi semi ricoperti da una polpa rosso vivo molto succosa, raccolte in cavità separate da una sottile membrana.
L'origine del melograno sembra essere l'Asia Occidentale, infatti cresce spontanea dalle regioni a sud del Caucaso, al nord dell'India, nella regione del Punjab, dalla Persia all'Afghanistan. È citata più volte nella Bibbia come uno dei frutti della terra promessa: questo testimonierebbe che gli ebrei la conoscevano e ne consumavano i frutti, anche sotto forma di succo, già in tempi assai remoti. Nell'antico Egitto era nota e ritenuta pianta medicinale per le sue proprietà terapeutiche e vermifughe, ed era inoltre utilizzata nelle cerimonie funebri. Le melagrane sono state raffigurate nelle tombe egizie del 2500 a.C., sono state nominate nelle iscrizioni di Tutmosi I (1547 a.C.), simboli del frutto del melograno sono stati ritrovati nella tomba di Ramses IV (1145 a.C.). Nell'antica Grecia, il melograno era considerato una pianta sacra a Venere e a Giunone. Persefone fu condannata agli inferi per aver mangiato sette chicchi di melagrana.

 Ai tempi degli antichi Romani, le spose usavano adornarsi i capelli con dei rametti di melograno, come simbolo di ricchezza e di fertilità. In epoca cristiana divenne l'allegoria della Chiesa che accoglieva a se i fedeli. I pittori rinascimentali mettevano una melagrana in mano a Gesù Bambino simbolo della nuova vita donata all'umanità. Plinio il Vecchio lo chiamava Malum Punicum: una chiara allusione ad una sua probabile origine Fenicia. Nel corso del 1400 la melagrana è rappresentata in numerosissime opere d'arte, nella pittura, nella scultura e nelle arti decorative. Per la pittura: “La Madonna della Melagrana” del Botticelli conservata alla galleria degli Uffizi di Firenze; la “Madonna della Melagrana” o “Madonna Dreyfus” di Leonardo da Vinci, conservata alla National Gallery of Art di Washington; “Madonna della Melagrana” di Raffaello Sanzio conservato all'Albertina Museum di Vienna. Per la scultura: “Madonna della Melagrana” di Jacopo della Quercia, scultura in marmo bianco conservata al museo della cattedrale di Ferrara. 
Madonna Dreyfus
La Madonna Dreyfus (Madonna della melagrana)

 Nelle arti decorative il simbolo della melagrana è molto ricorrente, come nel caso dell'arte del tessuto e nell'arte della ceramica. Usata spesso come simbolo di fratellanza e unione, a oriente come in occidente, la melagrana è un simbolo di fertilità, fecondità e posterità, simboli che ben si adattano all'immagine e alla struttura della melagrana. Nel corso dei secoli, questo particolare frutto ha ispirato numerose leggende all'interno di varie culture e tradizioni. In India si dice che il frutto della melagrana combatte la sterilità, mentre in Turchia le spose usano lanciare con forza in terra una melagrana credendo che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia la leggenda impone al novello sposo di trasferire una piantina di melograno dal giardino del suocero al proprio. I nativi americani usavano il succo di melograno per combattere la sterilità. Ancora oggi in Africa la buccia del frutto viene utilizzata per conciare il cuoio, mentre dalla buccia essiccata si estrae un colorante giallo, ritrovato anche in alcune tombe egizie. 



SCHEDA NUTRIZIONALE


Acido Ellagico,
Polifenoli
Fitoestrogeni
Bioflavonoidi
Acido lipoico
Carotenoidi
Fibra alimentare idrosolubile
Selenio, Calcio, Ferro, Magnesio, Potassio, Zolfo
Vitamine Gruppo B, Vitamina E, Vitamina C



AZIONI SALUTARI


- Gastroprotettivo e favorente funzionalità intestinale
- Elevata azione anti stress ossidativo e climatico
- Anti artrite e osteoporosi
- Coadiuvante cistiti e prostatiti
- Controllo pH urina e saliva
- Effetto tonificante e vitalità energetica 

Si può bere sia il succo ottenuto utilizzando un comune spremi agrumi oppure si possono mangiare i chicchi masticando bene i semini che contengono un' interessante quantità di omega3.

Personalmente adoro mangiare i chicchi di melagrana come spuntino del mattino o del pomeriggio, accompagnato da un buon tè verde e da un qudratino di cioccolato fondente....a parte il potere antiossidante è una vera delizia per il palato......provare per credere! 



OTTOBRE

Nutrirsi di cibi stagionali non solo è sinonimo di benessere ma anche il modo più economico per gestire la propria alimentazione in termini di frutta e verdura.  Vediamo nel dettaglio quali frutti e quali ortaggi troviamo dal nostro fruttivendolo di fiducia(se abbiamo la fortuna di coltivarli in proprio ancora meglio!) nel mese di Ottobre:



Frutta stagionale del mese di Ottobre
-      Ananas
-   Banane
-      Cachi
-      Castagne
-      Limoni
-     Mandorle, noci, nocciole
-      Melograno
-      Mele 
-      Pere
            -     Uva

Ortaggi stagionali del mese di Ottobre

-      Barbabietole, Coste
-   Coste
-      Broccoli,
-   Cavolfiore
-      Cavolo 
-   Verza
-   Finocchi
-      Insalata 
-   Rucola
-      Sedano 
-      Spinaci 
-   Erbette
-      Carciofi 
-   Melanzane
-   Peperoni
            -      Patate

 Insomma la scelta è ampia....la soluzione migliore è quella di rivolgersi alla coltivazione biologica o biodinamica(affronteremo questo tema in un post dedicato) ma non sempre questo è possibile, allora, possiamo accettare una provenienza di questi prodotti a km zero(produttori locali), garanzia di freschezza(che non è poco!!). Comunque, che la provenienza sia bio o che sia a km zero, resta sempre valida  la raccomandazione di lavare bene i prodotti acquistatie e, quando possibile,  di consumarli crudi!