TODAY I WILL.....

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OGGI VOGLIO.....ALLENARMI E DIVENTARE PIU' FORTE, NUTRIRMI CON CIBI SALUTARI, AVVICINARMI ULTERIORMENTE AL MIO OBIETTIVO, PRENDERMI UNA PAUSA PER APPREZZARE LA VITA, PIANIFICARE IL DOMANI
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venerdì 11 gennaio 2013

IL TE' VERDE

Prima di addentrarmi nella descrizione di una delle bevande più bevute al mondo insieme all'acqua voglio subito fare il punto su una questione molto dibattuta: sappiamo degli effetti positivi indotti all'organismo dal consumo di tè verde ma esistono anche controindicazioni al suo consumo? Me lo sono chiesto anch'io e, dato che è da un po' di tempo che mi sono avvicinato a questa bevanda, ecco le risposte che ho trovato cercando tra le fonti più attendibili(ricerche scientifiche).

Controindicazioni sul consumo di tè verde

Ho constatato due problematiche degne di rilievo:
  1. consumo eccessivo di estratto di tè verde e concomitante uso di farmaci(Molecular Nutrition & Food Research);
  2. consumo di tè verde bollente  e problemi all'esofago(Molecular Nutrition & Food Research).
mentre il secondo problema è di carattere generale in quanto bere bevande bollenti(comprese minestre) provoca danni all'esofago a prescindere, il primo è più specifico e riguarda alcune sostanze contenute nel tè verde ma in questo caso bisogna fare delle distinzioni.
Innanzitutto il problema sembrerebbe riguardare gli estratti concentrati di tè verde(da intendersi come integratori alimentari) utilizzati con superficialità soprattutto in presenza di patologie anche serie. L'equivoco nasce dal fatto che alcune sostanze contenute in esso(catechine, polifenoli, EGCG, ecc.) possono rallentare il progredire di alcune malattie(tra le quali i tumori) ma, e questa è la vera scoperta, in associazione con alcuni farmaci rallentano o addirittura vanificano l'efficacia di questi ultimi. In secondo luogo la co-somministrazione di medicinali e integratori naturali come gli estratti di tè verde aumentano il rischio di interferenze farmacologiche, allergie ed effetti collaterali. E' stato inoltre rilevato che l'assunzione di tè verde durante i pasti, causa il suo elevato contenuto in tannini, limita notevolmente l'assorbimento del ferro, analogamente è sconsigliato alle donne in gravidanza perchè le catechine e i tannini riducono l'effetto dell'acido folico contenuto normalmente negli alimenti o assunto tramite integratori..
Come fare per non incorrere in questi problemi?
Mentre nel secondo caso la raccomandazione è quella di non consumare bevande bollenti ma di farle raffreddare qualche minuto, nel primo caso il problema è più complesso e andrebbe approfondito con ricerche specifiche anche se è possibile ridurre al minimo i rischi seguendo queste semplici istruzioni:
  • le tradizionali foglie di té per la preparazione di infusi possono essere considerate sicure se in tutta la catena di produzione vengono rispettate le norme di sicurezza ed effettuati i dovuti controlli di qualità, in caso contrario è possibile che nel nostro infuso ci siano muffe, metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze capaci di danneggiare la salute. E' quindi essenziale prestare molta attenzione a cosa si compra e a chi ci si rivolge per effettuare l'acquisto;
  • è possibile bere alcune tazze di té al giorno senza avere, nella maggior parte dei casi, effetti collaterali. Mentre è più facile "esagerare" con gli estratti concentrati e raggiungere dosi elevate che possono causare l'insorgenza di effetti avversi;
  • gli integratori naturali(che siano di tè verde o altro) dovrebbero essere assunti su indicazione del proprio medico che può valutarne l'associazione con eventuali terapie farmacologiche evitando quindi il pericoloso 'fai da te'.
  • per diminuire la possibilità che i tannini presenti nel tè verde riducano l'assorbimento del ferro da parte dell'organismo si puo' ridurre il tempo di infusione delle foglie. Infatti i tannini vengono rilasciati nell'infuso in un secondo momento rispetto alla caffeina e/oppure condire il cibo(ad esempio l'insalata) con qualche goccia di limone o comunque di vitamina C che svolge un ruolo opposto a quello dei tannini, ovvero favorisce l'assorbimento del ferro.
  • in attesa di ulteriori studi volti ad approfondire le interazioni tra consumo di té verde e acido folico in gravidanza è bene moderare l'uso di questo infuso e certamente ricordare di non assumere il supplemento di acido folico insieme ad una tazza di té verde.  
In conclusione via libera a qualche tazza di tè verde di buona qualità, preparata correttamente(vedremo nel corso dell'articolo come procedere), consumata non bollente .

Dopo questa doverosa premessa vediamo quali sono le sostanze contenute nel tè verde e quali benefici apportano al nostro organismo.
I principali fattori nutrizionali presenti nel tè verde sono: catechine, flavonoidi, tannino, zinco, manganese, potassio, magnesio, selenio, caffeina(teina) e fluoro. Contiene le vitamine B1 e B2(non presenti invece nei tè fermentati), E, E2, P, K e C.
Quale azione determinano queste sostanze sul nostro organismo?
  1. Catechina: esercita un’azione antiossidante, previene il cancro, riduce il colesterolo, abbassa la pressione del sangue, regola il tasso glicemico, rinforza il sistema immunitario.
  2. Vitamine B1 eB2: sono contenute nel tè verde (vengono invece distrutte durante la fermentazione), vengono dette “le vitamine della crescita”  ed esercitano un’azione antistress.
  3. Vitamina C: azione antiossidante, aiuta a prevenire il cancro.
  4. Vitamina E: antiossidante, aumenta la fertilità.
  5. Vitamine E2 e P: fortificano le pareti dei capillari e mantengono elastica l’epidermide.
  6. Zinco: previene le infiammazioni cutanee, aumenta il sistema immunitario.
  7. Selenio e manganese: antiossidanti, aumentano il sistema immunitario.
  8. Flavonoidi: stimolanti, aumentano l’elasticità dei capillari, rinforzano il muscolo cardiaco, aumentano l’attività diuretica, accelerano il metabolismo.
  9. Beta-carotene: antiossidante, previene il cancro, rinforza il sistema immunitario.
  10. Caffeina: stimola il sistema nervoso centrale, aumenta la diuresi, stimola il muscolo cardiaco e tutte le facoltà fisiche e psichiche.
  11. Fluoro: previene la formazione della carie dentale.

Passiamo adesso ai benefici sulla nostra salute premettendo che al tè, fin dalla sua scoperta, sono state attribuite molte proprietà medicinali, dimostrate anche dalla ricerca medica. Il tè è un prodotto completamente naturale e, se preso senza latte o zucchero, è praticamente privo di calorie.



Tè e ricerca sul cancro
Il consumo di tè verde contribuisce a ridurre i rischi di cancro, prevenendo la formazione di cellule cancerogene: è stato riscontrato, infatti, come, nei paesi con alto consumo di tè procapite come Cina e Giappone, sia bassa la percentuale di ammalati di cancro, soprattutto quello al polmone. I benefici anti-cancro sono legati alla presenza nel tè dei polifenoli che sono in maggiore concentrazione nel tè verde (30-40%).

Tè e leucemia
Alcuni test portati avanti nella clinica Mayo in Minnesota, hanno dimostrato che l’assunzione di tè verde aiuta a combattere la leucemia: su quattro pazienti sottoposti a una cura a base di tè verde, tre hanno mostrato evidenti segni di miglioramento. La leucemia è un cancro del sangue che determina una crescita anormale dei globuli bianchi che vanno a rimpiazzare le cellule sane del sangue. Lo studio ha rivelato che un componente del tè verde conosciuto come EGCG (epigallocatechine-gallato), è stato in grado di “uccidere” le cellule cancerogene prelevate da un paziente affetto dalla malattia e messe in contatto con questo componente. Le EGCG hanno un potere antiossidante 20 volte maggiore rispetto alla Vitamina E nel proteggere i lipidi del cervello.  
  

Tè e colesterolo
I polifenoli presenti nel tè (in particolare le catechine) contribuiscono a inibire l’assorbimento del colesterolo nel sangue e a prevenire la formazione di grumi nel flusso sanguigno. È infatti dimostrato che il tè verde riduce i livelli di colesterolo LDL (uno dei più specifici fattori di rischio per le patologie cardiovascolari) e di trigliceridi nel sangue: può al contrario aumentare i livelli di HDL, il colesterolo “buono”, che aiuta a mantenere elastiche le pareti dei vasi sanguigni, pulite le arterie e tutto il sistema cardiovascolare e a prevenire quindi l’arteriosclerosi.

Tè e morbo di Alzheimer

I nutrienti vegetali presenti nel tè sono chiamati flavonoidi (le catechine sono un sottogruppo dei flavonoidi) e hanno funzione antiossidante: sono infatti capaci di raccogliere e disattivare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare che possono provocare problemi cardiovascolari, tumori, cataratta, infiammazioni, artriti e anche il morbo d’Alzheimer e di Parkinson.
Nel tè verde l’ossidazione delle catechine è minima e le proprietà antiossidanti inalterate.

Tè e cuore

Una ricerca condotta in Olanda ha evidenziato che persone che assumono grandi quantità di flavonoidi corrono meno rischi di avere attacchi di cuore rispetto a coloro che ne consumano meno.
Una tazza di tè verde fornisce circa 200 mg di flavonoidi, la maggior parte dei quali vengono rilasciati nella bevanda nel primo minuto di infusione. Tempi di preparazione più brevi corrispondono al rilascio di meno flavonoidi. L’assunzione di tre tazze di tè al giorno per un periodo di due settimane fa aumentare di circa il 25% la concentrazione di flavonoidi nel sangue.
La catechina inibisce la predisposizione alla coagulazione del sangue diminuendo l’adesività delle piastrine, con un effetto simile a quello dell’aspirina.

Tè e ipertensione
I bevitori abituali di tè riducono in modo significativo il rischio di sviluppare ipertensione. Il rischio scende sensibilmente assumendo da 120 a 600 ml di tè al giorno e scende ulteriormente bevendone quantità maggiori. Studi portati avanti presso la Tohoku University School of Medicine hanno dimostrato che, bevendo tè (specialmente verde) regolarmente nel corso della giornata, la probabilità di incorrere nell’ictus dii riduce del 50%: il tè contribuisce infatti ad abbassare la pressione sanguigna.

Tè e peso

Sembra che i polifenoli contenuti nel tè siano in grado di far aumentare il tasso di adrenalina, la quale è (fra l’altro) responsabile dell’incremento della lipolisi, con conseguente consumo di lipidi (questa la proprietà per cui il tè verde viene impiegato nelle terapie dimagranti); l’effetto di ridurre i grassi nel sangue sembra dovuto anche alle saponine, che legandosi al colesterolo contenuto nei cibi gli impedisce di entrare nel flusso sanguigno.
Alcune sperimentazioni hanno dimostrato che il tè verde possiede un’azione anticellulite proprio perché limita l’assorbimento dei grassi.

Tè e igiene orale

Grazie al fluoruro in esso contenuto, il tè aiuta a rafforzare lo smalto dei denti, riducendo la formazione della placca; è anche molto utile nella prevenzione delle infiammazioni gengivali.

Tè contro le infiammazioni

I tannini esercitano un’azione antinfiammatoria nei confronti delle mucose gastro-intestinali, con effetti soprattutto nelle diarree dove all’effetto antinfiammatorio si aggiunge quello antibatterico. In Australia alcuni studiosi hanno scoperto che l’olio essenziale del tè ha proprietà miracolose, già peraltro note agli aborigeni locali. Alcuni abitanti di queste tribù erano soliti lavarsi in un lago nel quale cadevano, casualmente, alcune foglie della pianta del tè: le loro ferite guarivano rapidamente e non si infettavano.

Tè e funzioni digestive

La teina favorisce la concentrazione e stimola le funzioni digestive e il metabolismo, soprattutto di reni e fegato, favorendo l’eliminazione delle sostanze nocive per l’organismo. Il tè, essendo alcalino, neutralizza e combatte l’iperacidità gastrica.  «Bere regolarmente tè verde (almeno due tazze al giorno), sarebbe una specie di elisir di giovinezza per il cervello. La bevanda di origine orientale, ormai diffusa in tutto il mondo, sembra infatti capace di allontanare anche malattie tipiche della terza età, come Alzheimer e Parkinson. A suggerire il suo utilizzo come neuroprotettore è uno studio condotto su oltre mille giapponesi con più di 70 anni di età. «Più tazze di tè si bevono, minore è la perdita delle facoltá cognitive. E nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative», commentano sull'American Journal of Clinical Nutrition i ricercatori dell'universitá di Tohoku, nel Paese del Sol Levante.

Le conclusioni spiegherebbero le insolite percentuali, particolarmente basse, di forme di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito oltre che una piacevole abitudine. Bastano due o più tazze di tè verde al giorno per vedere dimezzate, rispetto a chi beve solo tre tazze alla settimana, le percentuali di incidenza di problemi mentali legati all'invecchiamento. E i benefici sono evidenti “a prescindere” da altri fattori tra cui la dieta, l'esercizio fisico o il fumo.»
(25 febbraio 2006 - Corriere.it)

Tali benefici vanno valutati al netto delle controindicazioni di cui nella premessa di questo articolo.

Approfondiamo adesso la nostra conoscenza sul tè verde vedendo quali sono le tipologie e le regole per preparare un buon infuso.

LA QUALITA' DEL TE' VERDE: TIPOLOGIE

In Cina troviamo circa 130 varietà di tè verde tra le quali le più importanti sono:

  • Lung Ching (fonte del drago): è tra i tè verdi più pregiati al mondo, prodotto nella provincia di Zhejiang. Il raccolto avviene in primavera, prima delle piogge, scegliendo le foglie più giovani e tenere che danno all'infuso un colore verde smeraldo con sapore fresco e delicato. Subisce una particolare essiccazione a calore moderato, effettuata manualmente germoglio per germoglio in contenitori semisferici di rame. Presenta foglie piatte e non arrotondate e l’infuso ha sapore delicato.
  • Gun Powder (polvere da sparo): deve il nome all’aspetto delle foglie che, durante la lavorazione, vengono arrotolate su se stesse e prendono la forma di granuli. Molto diffuso in Europa, è il tè verde più bevuto al mondo. Il suo sapore fresco e pungente ricorda l’erba fresca.
  • Chun Mee (sopracciglio): prende il nome dalla forma delle foglie lavorate. Le foglie lunghe danno un infuso limpido, giallo chiaro e gusto soave.
  • Pi Lo Chun: tè raro conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Le piante del tè crescono vicino a peschi e albicocchi e quindi le loro foglie assorbono l’aroma dei fiori di questi alberi. Le foglie vengono arrotolate a mano a formare piccole spirali a chicciola. L’infusione ha gusto pulito, fresco e dolce.
  • Lun Mu Dan (peonia verde): viene coltivato nella provincia del Fujian e raccolto in primavera quando le foglie non hanno ancora raggiunto il pieno sviluppo; per questo l’infuso è particolarmente delicato.
  • Xia Zhou Bi Feng: viene prodotto nella provincia di Hibei e lavorato in modo particolare, cioè legando le foglie più tenere alla gemma e dando al tutto una forma sferica. L’infuso è chiaro e delicato, con retrogusto di miele.

Il Giappone è specializzato nella produzione di solo tè verde e troviamo le seguenti varietà:

  • Gyokuro (perla di rugiada): tra i migliori al mondo la cui coltivazione richiede cure particolari. Qualche tempo prima del raccolto le piante vengono coperte con teli per proteggerle dalla luce: l’infuso ha colore verde brillante e il sapore è dolce. Un particolare procedimento conferisce all'infuso il caratteristico colore verde brillante e il sapore leggermente dolce che ne fanno il tè delle grandi occasioni, tanto pregiato che i giapponesi lo bevono non più di una o due volte all'anno, gustandolo in tazze piccolissime come fosse un liquore.
  • Sencha: è un tè molto conosciuto anche in Occidente. Le foglie vengono raccolte in primavera e subiscono una lavorazione grazie alla quale diventano sottili come aghi di pino. L’infusione ha un sapore fresco e amarognolo.
  • Tencha: viene prodotto in piccole quantità, dà un infuso brillante e pungente.
  • Bancha: viene prodotto raccogliendo in piena estate le foglie più grandi. L’infuso è verde scuro dal sapore fresco.
  • Matcha: tè verde giapponese le cui foglie vengono prima cotte al vapore, asciugate e ridotte in polvere finissima. Usato principalmente per la cerimonia del tè.
  • Genmaicha: germe di riso sbucciato e grano soffiato aggiunti alle foglie danno un tè dal gusto caratteristico. Infusione dolce e rinfrescante.
Oltre al tè verde presentano caratteristiche molto interesanti anche l'oolong(Cina e Taiwan) e il pu-erh(tè rosso).

REGOLE PER UNA CORRETTA PREPARAZIONE

Occorrente: tè in foglie o polvere(delle qualità viste sopra), teiera(in ghisa, porcellana, terracotta, acciaio a seconda del tipo di tè), acqua(basica e leggera-dal basso residuo fisso), un cucchiaino da tè per prelevare la giusta quantità di prodotto, una tazza e un po' di tempo libero per gustarlo con piacere.

Temperatura dell'acqua per l'infuso: In linea generale sulle foglie di tè verde non bisogna versare acqua bollente in quanto c'è il rischio di distruggerne i polifenoli. Per i tè verdi cinesi è adatta una temperatura compresa tra i 70° e 80°C, per quelli giapponesi non si supererà la temperatura di 60°C, per gli oolong 90-100°C e per i pu-erh 90°(per gli shu) e 100°C(per gli sheng).

Preparazione
Versare un po' d'acqua calda nella teiera avendo cura di scuoterla per bagnarne le pareti. Eliminare l'acqua. Con un cucchiaino da tè prelevare la giusta quantità di prodotto dal contenitore e versarlo direttamente nella teiera oppure nell'apposito filtro. In un bollitore portare a temperatura ottimale la quantità di acqua richiesta. Versare l'acqua calda direttamente sulle foglie e ad azione ultimata coprire la teiera per evitare che le sostanze più volatili possano disperdersi. Lasciare le foglie in infusione per il tempo richiesto. Versare il tè in una tazza e gustarne l'aroma.
Con la pratica non solo saremo in grado di preparare un tè sempre migliore ma saremo anche in grado di adattarlo ai nostri gusti e di apprezzarne le diverse sfaccettature.
N.B. La quantità di prodotto da prelevare con il cucchiaino è in relazione al volume d' acqua e varia a seconda del tè(queste indicazioni in genere si trovano stampate sulla confezione ed è bene attenersi ad esse, potremmo ad esempio leggere '15g per 1l d'acqua', questo significa che se vogliamo utilizzarne una quantità minore o maggiore dobbiamo farlo in maniera proporzionale). Anche il tempo di infusione è indicato sulla confezione e dipende anch'esso dal tipo di tè, in genere si và da 1 a 5 minuti per la maggior parte di essi. Da tenere presente che la caffeina si sprigiona nei primi secondi di infusione mentre la teina nei minuti successivi per cui, se vogliamo un tè più leggero, possiamo eliminare l'infuso ottenuto nel primo minuto e versare nuova acqua calda sulle foglie.

Le prime volte potremmo avere un po' di difficoltà a valutare la giusta temperatura dell'acqua, ecco alcuni consigli:
  • non aspettare il bollore ma spegnere la fiamma quando compare il primo alone di fumo;
  • dotarsi di un termometro per la lettura della temperatura dell'acqua.

CONSIDERAZIONI PERSONALI 
Ultimamente mi sono soffermato sulle caratteristiche pecuniarie di alcune varietà di tè verde trovando alcuni spunti interessanti. Ho così appreso che alcuni tè verdi sono particolarmente ricchi di caffeina(teina), altri contengono una quantità maggiore di amminoacidi, altri ancora si adattano ad un consumo anche freddo. Il mio obiettivo era quello di individuare quale tipologia di tè fosse adatta nelle diverse circostanze(mattino, sera, prima e dopo un allenamento ecc.), ecco le mie personalissime conclusioni:
  • al mattino, insieme all'acqua, mi concedo una tazza di tè matcha che, essendo ricco di caffeina, dà una sferzata al mio organismo in vista dell'allenamento;
  • dopo l'allenamento, oltre ad integrare i liquidi persi con il sudore attraverso l' acqua, bevo una tazza di tè GABA, un particolare tè verde che per le sue caratteristiche merita una citazione a parte;
  • dopo il pranzo mi piace gustare una tazza di tè bancha, povero di caffeina e particolarmente delicato per lo stomaco;
  • nel tardo pomeriggio preferisco gustare una tazza di pu-erh che presenta un' altissima concentrazione di antiossidanti e in più, essendo praticamente privo di caffeina, è particolarmente indicato per un consumo serale data l’assenza dell’azione eccitante.
GABA Cha: un prezioso alleato della salute.

È ormai risaputo e riconosciuto anche dalla medicina occidentale che le numerose sostanze benefiche naturali del Tè hanno un impatto positivo sulla salute di chiunque ne faccia consumo regolare; oltre ad antiossidanti, catechine, flavonoidi e polifenoli, il Tè è anche ricco di preziosi amminoacidi, tra cui il GABA (acronimo di acido gamma-amminobutirrico), un importante neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale dalle innumerevoli proprietà.
Una ricerca scientifica condotta in Giappone negli anni '90 ha portato alla scoperta che mantenere le foglie di Tè per alcune ore in atmosfera di azoto puro durante la lavorazione, accresce la concentrazione di GABA, che può aumentare in modo assolutamente naturale fino a 400 volte!
Le foglie fresche vengono poste in contenitori di acciaio: l'ossigeno viene rimosso e rimpiazzato con l'azoto, un gas inerte principale componente dell'aria che viene anche utilizzato per conservare gli alimenti in quanto batteri e funghi non proliferano in questo tipo di atmosfera. Sono mantenute in queste condizioni per un periodo che varia dalle 6 alle 10 ore; vengono poi riscaldate ad una temperatura superiore ai 40 °C, ad un pH ambientale di 5,8.
I Tè che hanno naturalmente un'alta concentrazione di GABA sono i Tè di alta qualità e la maggiore concentrazione di GABA è risultata essere situata nelle ultime tre foglie apicali e relativo stelo che viene quindi incluso nella fase di raccolta e lavorazione.
Il Tè prima della raccolta viene ombreggiato per 10-15 giorni per incrementare il livello di acido glutamico che, durante l'esposizione all'azoto, viene convertito in acido gamma amminobutirrico.
Secondo gli standard di produzione, per poter essere definito Tè GABA, il prodotto finito deve contenere un minimo di 150 mg di GABA per 100 grammi di foglie asciutte.
Pressoché sconosciuto in Europa, il Tè GABA, forte dei suoi grandi benefici salutari, è oggi largamente consumato soprattutto in Nord America e Giappone.
Il GABA svolge un ruolo fondamentale di regolazione dei neuroni in tutto il sistema nervoso: grazie ai suoi effetti calmanti e lenitivi, abbassa la pressione del sangue, controlla l'ipoglicemia, previene gli stati di ansia e favorisce il sonno.
Essendo un efficace inibitore dell'appetito, favorisce il controllo del peso corporeo ed è largamente impiegato in numerosi farmaci contro l'obesità.
Inoltre, il GABA è un potente regolatore del tono muscolare: molti studi clinici hanno dimostrato che il suo metabolismo rilascia ormoni della crescita aumentando la massa corporea magra, con notevole beneficio soprattutto per i bambini e per gli adulti dopo l'esercizio fisico; infatti, il GABA è un ingrediente spesso presente negli integratori nutrizionali assunti dagli atleti che svolgono attività agonistica.
La particolare lavorazione ammorbidisce i tannini lasciando un fresco retrogusto al palato. Il profumo è fruttato, con sentori di frutti di bosco. Appena l'acqua calda viene versata sulle foglie, si sviluppa un aroma invitante di confettura di fragole e uva sultanina. Generoso e rinfrescante, il Tè GABA è anche eccellente consumato freddo.
Prodotto a Taiwan, nella contea di Nantou, da piantagioni situate ad una altitudine di 400 metri, utilizzando come base un pregiato Gao Shan Oolong organico raccolto a mano in primavera, il nostro GABA Cha è importato direttamente da TeaWay in esclusiva per l'Italia da uno dei più famosi produttori mondiali.
Il livello di ossidazione è medio con una lieve tostatura finale per consolidarne la struttura e renderlo adatto alle infusioni multiple; le foglie sono arrotolate, di colore verde scuro-bruno, l'aspetto del liquore è arancio mattone, l'aroma fruttato e fresco con gusto morbido ricco di piacevoli note fruttate.


........a ognuno il proprio tè verde, secondo i propri gusti e le proprie esigenze, naturalmente senza esagerare e con le indicazioni che ho riportato all'inizio di questo articolo.

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FONTI: controindicazioni del tè verde: tè verde e cancro http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_febbraio_18/te_verde_chemioterapia_donatella_barus_c3f9f01e-fdb0-11dd-aa50-00144f02aabc.shtml; tè verde, ferro e acido folico http://www.scienzenews.it/benessere/te-verde-a-volte-fa-male.html.
La parte dell'articolo inerente i benefici, le tipologie e la preparazione del tè verde è reperibile al sito http://www.teaway.it/?s=tipology.

domenica 25 novembre 2012

LA QUALITA' DEI CIBI (prima parte)

Normale sale da cucina(raffinato), zucchero(raffinato), farine raffinate(tipo '0', '00') grassi e oli idrogenati o parzialmente idrogenati, conservanti, coloranti......possiamo fare a meno di quei cibi che dal punto di vista nutrizionale aggiungono poco o nulla tranne che diverse decine di calorie che, se da un lato migliorano la nostra psiche(nel momento in cui vengono ingeriti), dall'altro peggiorano la nostra salute? La risposta è positiva ma occore prendere coscienza dei problemi derivanti da un eccessivo uso di questi prodotti di scarsa qualità e dei vantaggi che derivano da un uso quotidiano e moderato dei loro sostituti più qualitativi.

ZUCCHERO COMUNE O SACCAROSIO. INFO ALIMENTARI(saccarosio) - Proteine: 0; grassi: 0; carboidrati per differenza: 99,98 (fibre: 0); ceneri: 0; acqua: 0,02; colesterolo: 0; sodio: 1; potassio: 2; calcio: 1; calorie: 392.

Schema della trasformazione del saccarosio in Zucchero, con i vari passaggi nei prodotti chimici....
 
Zucchero : Taking a spoon of sugar from a pilePartiamo da un dato di fatto scientificamente provato: il normale zucchero che usiamo in cucina tutti i giorni, se usato in eccesso, predispone alla carie dentale e favorisce l'insorgenza di diabete mellito, iperattività infantile, sovrappeso e obesità. Ora, notiamo come è facile eccedere nel suo consumo: lo usiamo al mattino per dolcificare il caffè o il tè o il latte, uno due o tre cucchiaini in base ai nostri gusti e ripetiamo questo gesto più volte durante la giornata, aggiungiamoci le merendine, i dolci e tutti gli altri prodotti che ingeriamo nel corso del giorno e che, a ben vedere, presentano un elevato contenuto di zucchero facilmente rilevabile da una attenta lettura dell'etichetta alimentare(zucchero presente al primo o ai primi posti nell'elenco degli ingredienti e/o presenti più volte con nomi diversi: zucchero, destrosio, fruttosio, zucchero invertito, mannitolo, sorbitolo....a volte li troviamo presenti anche tutti insieme!!), teniamo presente anche che lo zucchero lo troviamo in molti medicinali,bibite ecc.. Risultato: se non cambiamo la nostra posizione nei confronti dello zucchero è impossibile non eccedere nel suo consumo!! Cos'è che ci porta ad un consumo tanto elevato di un prodotto inventato dall'industriale alimentare meno di due secoli fa che, dal punto di vista nutrizionale, non apporta benefici alla nostra salute? La risposta è semplice: il nostro cervello. Lo zucchero nutre 'anche' il cervello con il risultato di diventare una vera e propria droga, crea dipendenza. Più ingeriamo zuccheri, più abbiamo voglia di zuccheri. Lo svantaggio sta nel fatto che nel momento in cui ingeriamo zuccheri ci sentiamo subito meglio, rifioriscono le energie, ci sentiamo più attivi....questa sensazione è breve, dopo aver ingerito zuccheri raffinati proviamo sonnolenza, stanchezza mentale ecc. Pensiamo che per risollevarci abbiamo bisogno ancora di zuccheri con il risultato che ingerendone ancora peggioriamo la situazione.
Ma cosa fa esattamente lo zucchero quando viene ingerito? Esso rappresenta la primaria fonte di energia per i processi chimici del metabolismo(le cellule hanno bisogno di glucosio) e, come sappiamo, per vivere, muoverci, studiare o semplicemente dormire abbiamo bisogno di energia sempre pronta all'uso. Esistono sostituti dello zucchero che non presentano gli inconvenienti del saccarosio e che sono in grado di assolvere lo stesso compito? Evidentemente SI. Vediamo allora come possiamo sostituire lo zucchero nella nostra alimentazione:
  • con il MALTO(d'orzo, di cereali, di riso). INFO ALIMENTARI(malto di orzo) - Proteine: 6; grassi: tracce; carboidrati: 89,2; sodio: 80; acqua: 3,2; potassio: 230; ferro: 8,7; calcio: 48; fosforo: 294; vit. B1: 0,36; vit. B2: 0,45; vit. PP: 9,8; calorie: 291.
Notate la differenza dal punto di vista nutrizionale con lo zucchero bianco?

Malto d'orzo biologico Baule Volante
il malto d'orzo
Il Malto è un dolcificante derivato dai cerali, ricco di sali minerali e vitamine: le varietà più diffuse sono il malto di riso, mais e orzo. Il malto è la cariosside (chicco) di un cereale che ha subito germinazione.  Per la sua completezza in termini di sali minerali e vitamine può essere definito ALIMENTO mentre lo zucchero è un NON ALIMENTO.  La produzione industriale avviene nelle malterie: le cariossidi sono fatte macerare in appositi tini, dove assorbono l’acqua e si rigonfiano; quindi vengono tenute per una settimana nelle camere di germinazione, dove spuntano le radichette (piccole radici); poi il malto passa in una camera di essiccazione, dove la germinazione è bloccata (l’umidità scende dal 50% all’8%); il malto secco arriva infine nei silos dove viene lasciato in attesa della lavorazione.

Il consumo di malto, rispetto alla zucchero, ha numerosi vantaggi: non crea picchi glicemici, non impoverisce l’organismo di sali minerali e vitamine, non crea dipendenza e fornisce un’ottima fonte di zuccheri che rimane disponibile molto più a lungo … la benzina del nostro cervello e di quello dei bambini è quindi sempre presente e pronta all’uso! Inoltre non viene prodotto con i metodi chimici con cui è creato lo zucchero raffinato ed è quindi un alimento privo di sostanze tossiche per il nostro organismo.
    Miele Italiano di castagno Alce Nero 400g
    il miele di castagno
  • con il MIELE(acacia, castagno, eucalipto, tiglio....). INFO ALIMENTARI(miele di castagno): calorie 324kcal; proteine 0,6g; carboidrati 80g; grassi: 0,0g. In più sono presenti enzimi, sali minerali e vitamine anche se non in quantità elevate.

Il miele è sicuramente più sano e naturale dello zucchero, non bisogna però esagerare. Ha un potere dolcificante superiore allo zucchero per la presenza di fruttosio solo che il contenuto di acqua ne contiene leggermente le calorie(circa 300 per il miele contro circa 400 per il saccarosio per 100g di prodotto). E' composto principalmente da acqua, zucchero  (fruttosio e glucosio, maltosio), acidi, proteine, sali minerali (in prevalenza ferro, calcio e fosforo), sostanze ed aromi dei fiori, tra cui i pigmenti (derivati della clorofilla), tannino, fosfati e vitamine. Il miele è formato quasi esclusivamente da zuccheri ed è molto importante, nella sua composizione, l'alta concentrazione di fruttosio; infatti il fruttosio è al 100% un prodotto derivato dalla natura, senza nessun intervento da parte dell'uomo.

Esistono numerose qualità di miele, monocoltura(acacia, arancio, castagno....), millefiori. Ogni miele ha determinate proprietà che lo rendono particolarmente adatto a determinate situazioni e non indicato in altre, ad esempio un cucchiaino di miele di eucalipto in un bicchiere d'acqua calda è un ottimo calmante della tosse, il miele di castagno(o di acacia) per il basso indice glicemico può essere consumato(sempre con moderazione) dai diabetici ed è molto energetico quindi adatto agli sportivi in genere mentre il miele che cristallizza più facilmente è sconsigliato per i diabetici in quanto ha un contenuto di glucosio superiore alla media. Il miele è considerato anche un antibatterico naturale ma questo non ci permette di considerarlo come un farmaco, sappiamo che possiede queste proprietà e le interpretiamo come un fattore positivo ma i farmaci hanno altra validità. Non cura le malattie ma è uno straordinario alimento che integra un'alimentazione varia e completa. Il miele inoltre contiene sostanze che inibiscono il diffondersi di batteri che favoriscono la carie, un motivo in più per preferirlo al classico zucchero.
In questa tabella(tratta dal sito www.Mr-loto.it) troviamo i principali tipi di miele e alcune delle proprietà che gli si attribuiscono:

ACACIA
Miele chiaro, quasi trasparente, liquido
Disintossica il fegato, disinfiamma la gola, lassativo
CASTAGNO
Ambrato, molto scuro, liquido trasparente
Disinfetta vie urinarie, favorisce la circolazione, consigliato in casi di anemia
MILLEFIORI
Dal bianco all'ambrato, di norma cristallizza
Antinfiammatorio per la gola, tonificante
TIGLIO
Da ambrato chiaro a scuro, cristallizzato fine
Calmante della tosse, sedativo, lievemente diuretico
RODODENDRO
Miele chiaro e cristallizzato omogeneo
Utile per curare bronchiti, ricostituente, combatte l'artrite
AGRUMI
Chiaro, quasi lucido, cristallizza in vari modi
Sedativo, utile per l'insonnia, ricco di vitamine e di calcio.
EUCALIPTO
Ambrato, cristallizzato fine e compatto
Calmante della tosse, cura il raffreddore, anticatarrale e antibiotico
ROSMARINO
Miele bianco e cristallizzato molto fine
Cura il fegato e la colite, utile in caso di affaticamento
TARASSACO
Giallo vivo tendente al beige, cristallizzato fine
Indicato per sportivi, depura le vie urinarie e protegge il fegato
GIRASOLE
Giallo paglierino vivo, cristallizzato fine
Ricalcificante delle ossa, combatte il colesterolo
MELATA
Molto scuro, quasi nero, solitamente liquido
Utile per bronchiti e faringiti, antisettico delle vie respiratorie
LAVANDA
Chiaro e ambrato, cristallizzato molto fine
Utile contro l'insonnia, digestivo, analgesico, calma le punture d'insetto

In Italia, come sappiamo, si usano molto i pesticidi e questo va a discapito anche della qualità del miele che potrebbe essere contaminato da sostanze tossiche. Per aggirare il problema possiamo rivolgerci a produttori locali di cui conosciamo la serietà oppure rivolgerci al biologico facendo attenzione alla provenienza: meglio orientarsi verso prodotti italiani. Quindi facciamo attenzione sempre alle etichette.

A questo indirizzo troverete invece un'interessante discussione sul miele andata in onda su RAI3 nella trasmissione 'fuori tg' del 21/11/2012. Per vedere il video aprite la pagina e scorrete le puntate fino alla data cercata:

   http://www.rai.it/dl/tg3/rubriche/PublishingBlock-307dcfe8-5184-467e-928a-98ae4bbf2d1f.html?refresh_ce#
  • con lo SCIROPPO D'ACERO. INFO ALIMENTARI: calorie: 261kcal; carboidrati: 67g; proteine: 0g; grassi: 0; fibre: 0g; sodio: 9mg; calcio 13,4mg; ferro: 0,2mg; magnesio: 2,8mg; potassio: 40,8mg; zinco: 0,8mg; selenio: 0,1mcg.-----                                                     valori tratti da http://www.nutritiondata.com/ per 100g. di prodotto.
Sciroppo d'acero 30Lo sciroppo d'acero è uno dei dolcificanti naturali meno calorici, conta infatti 261 kcal per ogni 100 g di sciroppo. Questo non significa che se ne può abusare, anzi....Presenta un buon contenuto di sali minerali, soprattutto potassio e calcio che lo rendono particolarmente adatto a sportivi e bambini, mentre è controindicato per i diabetici perchè il suo potere dolcificante è dovuto in gran parte al saccarosio presente, per questi ultimi una valida alternativa è rappresentata dallo sciroppo d'agave. Ha proprietà depurative e disintossicanti.
  • con lo SCIROPPO O SUCCO D'AGAVE che oltre ad essere meno calorico del saccarosio presenta diversi sali minerali e un basso indice glicemico che lo rende utilizzabile dai diabetici.
  • con la STEVIA. 
Su questo dolcificante sono ancora in corso ricerche per accertarne la reale non tossicità. Certo al momento attuale, stando a quello che ne sappiamo, rappresenta il miglior dolcificante in circolazione perchè, oltre a presentarsi con zero calorie, è dotato anche di altre interessanti proprietà benefiche.

Semi di Stevia Rebaudiana
la stevia
Il commercio in Europa della stevia come dolcificante è stato bloccato per anni a causa di valutazioni che a molti sono sembrate di natura politica. Il Comitato permanente della Commissione europea ha approvato il regolamento che consentirà di adoperare gli estratti di Stevia Rebaudiana come dolcificante. La decisione è arrivata dopo il parere positivo degli esperti scientifici dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sugli additivi alimentari. Il gruppo Ans, nominato dall’Efsa e che studia la tossicità di sostanze alimentari e no, ha valutato la sicurezza dei glicosidi steviolici. Gli esami condotti hanno evidenziato che si tratta di sostanze che non sono genotossiche, né cancerogene, né presentano sintomi collaterali come effetti avversi sul sistema riproduttivo umano o nei bambini in fase di crescita. Prima dell’autorizzazione europea, la Stevia era già utilizzata da milioni di persone nel continente americano (in Brasile - qui è anche usata come rimedio dalla medicina popolare per affrontare il diabete - Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Perù, Colombia, Cile, Ecuador, Messico, Canada e Stati Uniti) e nel Sud-Est Asiatico (in particolar modo è in uso, dal 1970, in Giappone nell’industria alimentare, Korea, Indonesia, Cina, Taiwan; Australia, Nuova Zelanda); la Coca-Cola la impiega di recente come dolcificante per la Coca-Cola Light o Diet Coke. Infine, è presente in Svizzera e Israele. La comercializzazione di Stevia sta conoscendo un vero e proprio boom a livello mondiale. Nel corso degli ultimi 15 anni, le vendite continuano a salire, anno dopo anno, sia nei mercati biologici sia in quelli convenzionali.
La Stevia è impiegata in Giappone da circa 40 anni, senza che siano stati riportati effetti negativi.
Tutti d’accordo? Non manca qualche distinguo. «Se ci limitassimo a rispettare le esigenze biologiche del corpo è certo che non avremmo bisogno di tutto questo panorama di dolcificanti. Stiamo facendo molta confusione con i dolcificanti soprattutto perché la nostra natura, dal momento in cui si nasce, preferisce il dolce. In ogni caso, va precisato che qualsiasi prodotto è dose dipendente. Ricordarlo è d’obbligo e non va mai dimenticato», ci dice il professor Lucio Lucchin, presidente dell’Associazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e direttore della Struttura complessa di dietetica e nutrizione clinica dell’ospedale di Bolzano. Il professor Lucchin non ce l’ha con la Stevia, ci tiene a precisarlo, ma pone un altro problema: «Al di là della Stevia, consumare dolcificanti senza calorie in realtà fa crescere l’appetito e si finisce per mangiare di più di quanto si vorrebbe. Il fenomeno è legato ai meccanismi dell’insulina e al suo innalzamento-abbassamento e a una specie di compensazione interiore». Qualche altra perplessità la manifesta Anna Villarini, ricercatrice dell’Istituto tumori di Milano, reparto di epidemiologia. «Uno studio danese ha evidenziato che la Stevia stimola la produzione di insulina e ciò determina oltre a picchi insulinici durante la giornata - che, ripetuti nel tempo, rappresentano fattori di rischio per le malattie oncologiche e cardiovascolari - anche la liberazione di insulina che, in assenza di glucosio, induce l’abbassamento della glicemia nel sangue e nel giro di poco tempo insorge la fame di dolci». 
Insomma, se un giorno si riuscirà ad avere un parere unanime sulla stevia, ci ritroveremo in presenza di un dolcificante in grado di sbaragliare la concorrenza in termini di calorie. In attesa di questo giorno possiamo rimanere aggiornati sugli sviluppi e consumare la stevia come facciamo con gli altri dolcificanti: in piccole dosi.
FONTE: www.vitaesalute.net


SALE DA CUCINA(raffinato). INFO ALIMENTARI: cloruro di sodio 100%.

Dobbiamo distinguere il sale marino dal salgemma.
  • Il sale marino viene prodotto nelle saline per evaporazione dell’acqua di mare. Subisce solitamente un processo di raffinazione industriale che lo rende quasi al 100% puro cloruro di sodio, privandolo di tutti i minerali che sono naturalmente presenti nell’acqua di mare, e che vengono considerati “impurità” (solfati, calcio, magnesio, potassio, ferro e minerali traccia, come manganese, iodio, zinco, fluoro, silicio, rame, litio, e molti altri ancora: 84 sostanze in tutto!). Questi elementi sono invece essenziali per il corretto funzionamento del nostro metabolismo e lavorano nel nostro corpo in sinergia (ad esempio, affinché la tiroide utilizzi lo iodio, c’è bisogno del rame, che è coinvolto anche nell’assorbimento del ferro; il rame è potenziato dalla presenza di cobalto, che a sua volta agisce in presenza di manganese, e così via). Non solo, vengono allontanati dal sale fino al 99% dei suoi componenti naturali benefici (iodio compreso) ma in più si aggiungono sostanze chimiche come sbiancanti, antiagglomeranti e stabilizzanti per lo iodio (nei casi dei sali iodati, in cui lo iodio viene prima tolto e poi riaggiunto artificialmente!)
E' questo il comune sale da cucina!!!
Consumo eccessivo di sale. Le alternative più salutariUn suo uso eccessivo comporta ritenzione idrica che favorisce l’aumento della pressione arteriosa che a sua volta è responsabile dell’aumento del rischio di infarto ed ictus. 
La quantità massima consigliata è di 2g al giorno ma se facciamo un po' di conti questa dose è ampiamente superata se, oltre ad assumerlo attraverso alimenti che 'naturalmente' ne contengono una certa quantità, lo addizioniamo ai cibi per esaltarne ulteriormente il sapore. 
Quali sono le alternative? Ecco una lista di sostituti qualitativi del normale sale da cucina:
sale rosa dell'Himalaya
  • Il salgemma è un sale racchiuso nel sottosuolo, dove si è depositato nel corso di vicende geologiche durate milioni di anni. Ha dunque origine da un mare antico di milioni di anni ed è perciò incontaminato e non ha bisogno dei processi di raffinazione ai quali usualmente va incontro il sale marino. Ha composizioni differenti a seconda dei luoghi di origine e ogni giacimento avrà quindi il suo standard qualitativo. Molto in voga è ultimamente il sale rosa dell’Himalaya, dalle indubbie proprietà.
Il sale rosa dell' Himalaya lo possiamo trovare nei negozi che propongono prodotti biologici.


sale marino integrale fino
  • Il sale marino integrale. Oltre al sodio e al cloro, vi sono numerosissimi minerali preziosi per la salute, considerati “impurità” ma che in realtà non solo bilanciano l’effetto del solo cloruro di sodio, all’abuso del quale si imputano tanti svantaggi (ritenzione idrica, innalzamento della pressione arteriosa, rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari), ma sono anche indispensabili al buon funzionamento del nostro organismo.

Il sale marino integrale non rientra purtroppo nella grande distribuzione, e bisogna comprarlo in erboristeria o nei negozi di alimenti biologici.

Ha colore e granulometrie leggermente diverse a seconda della zona di provenienza; ad esempio il sale grezzo proveniente dalla Francia è grigiastro, quello italiano è invece bianco. Ottimo quello che viene dalla Sicilia, come il Mothia, proveniente dall’isola di S. Pantaleo (l’antica Mothia) dove il sale viene ancora raccolto a mano secondo il metodo tramandato dai Fenici, che fondarono la città di S. Pantaleo e impiantarono le saline, che sono dunque antichissime.

E' CONSIGLIABILE SOSTITUIRE IL COMUNE SALE DA CUCINA CON IL SALE MARINO INTEGRALE! Attenzione comunque a non esagerare. 

Da un'altra considerazione possiamo trarre ulteriori spunti di riflessione sull' inutilità di aggiungere sale alle pietanze. Il sale serve per insaporire il cibo che altrimenti risulterebbe isipido. Se proprio non riusciamo a mangiare senza sale possiamo usare una minima quantità di sale marino integrale insaporendo i nostri cibi con le spezie e gli aromi naturali. Di quest'ultima categoria parleremo in un post a parte per darle la giusta rilevanza in un'alimentazione volta al benessere.

Infine, in sostituzione del normale sale da cucina, possiamo usare:
il gomasio
  • Il gomasio: originario del Giappone,è una gustosa miscela di sale marino, alghe e semi di sesamo tostati. Ricordiamo che il sesamo è ricchissimo di minerali, in particolare calcio, magnesio e fosforo. Questo piccolo seme contiene tre importanti antiossidanti: sesamina, sesamolina e sesamolo, utili  nel controllo del colesterolo sanguigno e nella protezione del fegato dai danni provenienti dallo stress ossidativo. E' particolarmente indicato nelle zuppe di legumi e di cereali.


Nel prossimo post sulla qualità del cibo parleremo delle farine raffinate e degli oli utilizzati per i condimenti a freddo(es. insalate), nelle fritture, nei prodotti industriali........A PRESTO!!!!





 

mercoledì 7 novembre 2012

I FICHI D' INDIA

PROPRIETA' E BENEFICI
Fichi d'India
La pianta dei fichi d'India, nome scientifico "Opuntia ficus indica", è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Cactaceae ed è originaria del Messico; può raggiungere un'altezza di circa 3 metri mentre le sue radici, generalmente molto estese, non superano i 30 cm. di profondità.
Il fico d'India cresce senza difficoltà nelle zone caratterizzate da un clima caldo ed arido; infatti una delle caratteristiche più apprezzate di questa pianta è che essa necessita di pochissima acqua per vivere.
Le piante dei fichi d'india non hanno bisogno di nessun intervento chimico da parte dell'uomo per potersi sviluppare e per questo motivo è uno dei pochissimi frutti a non subire manipolazioni.
Sono composti per l' 85,5% da acqua, per il 9% da carboidrati, il 3,5% da fibre e la restante percentuale è formata da proteine grassi e ceneri. I minerali presenti sono: potassio, magnesio e calcio, presenti in grande quantità, seguono poi fosforo, sodio, rame, selenio e ferro.
Per quanto riguarda le vitamine sono presenti la vitamina A, alcune del gruppo B e la vitamina C.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è dedicata allo studio dei fichi d'India per tentare di dimostrare in modo sperimentale le proprietà ed i benefici che questo frutto esplica nei confronti dell'organismo umano; la tradizione popolare ha da sempre attribuito ai fichi d'India proprietà terapeutiche ma gli ultimi studi condotti su questo frutto paiono proprio confermare le sue proprietà benefiche.

Il fico d'india, grazie al buon contenuto di fibre solubili e non, aiuta a dimagrire e a mantenere sotto controllo la glicemia; le fibre sono utili per favorire il transito degli alimenti nel tratto intestinale, rigenerano la flora intestinale e sono utili nella prevenzione delle emorroidi.

Hanno proprietà dissetanti ed un buon potere energetico; queste caratteristiche lo rendono un frutto particolarmente indicato per l'inizio della stagione autunnale. Tra le proprietà più importanti dei fichi d'India vi è quella depurativa che è in grado di favorire l'espulsione dei calcoli renali e l'eliminazione dei liquidi.

Dagli ultimi studi condotti sui fichi d'India pare che questi abbiano la proprietà di combattere i parassiti dell'intestino.
I fichi d'India hanno una prima fioritura in primavera; i frutti che si ottengono da questa prima fioritura vengono eliminati costringendo così la pianta ad una seconda fioritura che produrrà cosi nuovi frutti più grandi che matureranno nel periodo invernale e che troviamo solitamente disponibili sul mercato a novembre/dicembre.

I fichi d'India tardivi ottenuti con questa tecnica vengono appunto chiamati "bastarduna", sono meno numerosi ed hanno un prezzo più alto rispetto ai comuni fichi d'india; un'altra caratteristica che li distingue, oltre ad essere più grandi, è l'assenza di semi.
Calorie: per ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 41 calorie.

Curiosità culturali legate ai fichi d'india:
particolare della bandiera messicana