TODAY I WILL.....

TODAY I WILL.....
OGGI VOGLIO.....ALLENARMI E DIVENTARE PIU' FORTE, NUTRIRMI CON CIBI SALUTARI, AVVICINARMI ULTERIORMENTE AL MIO OBIETTIVO, PRENDERMI UNA PAUSA PER APPREZZARE LA VITA, PIANIFICARE IL DOMANI
Visualizzazione post con etichetta LE MIE GARE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LE MIE GARE. Mostra tutti i post

martedì 25 giugno 2013

TELESE 2013: LA GARA

Emozioni prima ancora di correre: lungo la strada per raggiungere Telese valli e colline nei pressi di Solopaca....uno spettacolo unico!
Top Runners a Telese
L'atmosfera a Telese è quella delle grandi occasioni, fervono i preparativi a pochi minuti dal via....i top runners iniziano il loro riscaldamento....con calma....c'è tempo per 'volare'!
SuperLuna a Solopaca
Al via circa 1500 atleti, ognuno con il suo obiettivo...fosse anche 'solo' quello di finire la gara. Quello che mi colpisce positivamente è la grande partecipazione del pubblico che fin dall'inizio non fa mancare il suo sostegno....personalmente ho fatto leva sulla spinta della folla in alcuni punti critici dove, in assenza di incitamenti, probabilmente, avrei finito con l'accontentarmi del mio passo....senza forzare. I primi 5km sono stati i più faticosi, non solo perché la partenza in ultima 'gabbia' comporta un gap iniziale difficile da recuperare soprattutto quando davanti a te si erge un muro di atleti con la tua stessa passione ma con ritmi diversi, ma anche perché il percorso presenta una pendenza negativa che mal si addice ad una partenza veloce. Il secondo tratto è decisamente veloce e porta in dote una buona manciata di secondi recuperati. Il passaggio a S. Salvatore Telesino è la svolta della gara, la strada si 'apre' alla corsa e, per chi è uscito indenne dalla prima frazione, è il momento della verità. Il rientro a Telese è anticipato nuovamente dal calore della folla, la spinta è notevole e ti conduce all'arrivo quasi in un unico respiro: fermo il cronometro a 39'55" con la consapevolezza di aver dato tutto....ma lo spettacolo deve ancora iniziare e sarà quello della Luna che accompagnerà ogni atleta sulla strada del ritorno.....non ho potuto farne a meno.....fermo l'auto in sicurezza e resto qualche istante ad ammirare una Luna in piena forma, SuperLuna l'hanno chiamata...una foto e poi di ritorno a casa!

mercoledì 5 giugno 2013

METAMARATHON 2013: LA GARA

L'ATTESA- nel piazzale della Certosa di S.Lorenzo, al momento del ritiro pettorali, il freddo intenso e qualche goccia di pioggia, non sembrano avere intaccato la voglia di ogni singolo atleta di godersi ogni secondo della propria personale attesa: alcuni sono in gruppo e parlano prima di intraprendere un blando riscaldamento, altri, come me, preferiscono ammirare lo scenario in cui quest'oggi hanno il privilegio di vivere la propria passione, un po' in disparte, un po' infreddoliti. Ritirato il pettorale faccio un primo giro nei giardini della Certosa, la linea dello START è fuori da questa realtà, la voce dello speaker ufficiale della manifestazione arriva attutita e in primo piano resta il vociare degli uccellini che sembrano chiedersi cosa abbia attirato là fuori tanta gente che non riesce a stare ferma rompendo la calma e il silenzio simbolo delle prime ore del mattino che oggi sembrano scorrere più velocemente....e come per incanto mi ritrovo a correre nel vialetto dei giardini, tra alberi, freddo e le mura della Certosa.
LA GARA- al via in 300, per niente intimoriti dai nuvoloni neri che aleggiano nel cielo del Vallo di Diano e che preannunciano una gara 'invernale' in contrasto con ciò che indica il calendario. L'avvio è veloce, la pendenza favorevole dei primi km inganna gli avventurieri che ben presto si trovano a fare i conti con una realtà diversa e che propone diversi saliscendi nel tratto tra il 13° e il 21° km. Il mio ritmo si attesta poco aldisotto di 4'10"/km, è questo il ritmo individuato in allenamento e mi trovo a mio agio anche quando è richiesto un leggero strappo per superare qualche gruppetto che mantiene un ritmo simile al mio ma che non sembrano avere l'intenzione di forzare per non compromettere il resto della gara. Il passaggio peggiore è sicuramente quello del 12° km. Entrati a Prato Perillo veniamo investiti da una tempesta di acqua e vento che sembra minare la resistenza di qualcuno mentre altri sembrano non patirne affatto.....personalmente il vento mi infastidisce non poco non fosse altro perchè rende ancora più fredda l'acqua che ha intriso la maglietta e che a contatto con la pelle genera dei brividi niente male. A questo punto iniziano le salite e....la grandine. La vista di mia figlia Jenny e di Lisa(...cosa? Sono qui ad aspettarmi, con questo tempo!?) mi rigenera. Mi trovo a superare qualche altro atleta in difficoltà, questa volta singoli o al massimo in coppia, i gruppi iniziali si sono disgregati, ora tutto fa la differenza....controllo un po' il ritmo sulle salite, non si discosta di molto rispetto ai tratti pianeggianti e così, confortato anche dalle energie psico-fisiche ancora 'vive' nelle gambe e nella testa chiudo la gara in 1h 26' 32".
Emozioni, arte, cultura....tutto targato Vallo di Diano....

venerdì 3 maggio 2013

METAMARATHON, LA MEZZA MARATONA DEL VALLO DI DIANO

Dai 26km di Sarnico(BG) alla mezza maratona di Padula(SA) per un nuovo obiettivo, 21km nel Vallo di Diano con partenza dalla Certosa di Padula e arrivo al centro sportivo meridionale di S.Rufo passando per Sassano(rinomato per le sue orchidee) e Teggiano(nota come città museo). Il percorso dovrebbe essere lo stesso dello scorso anno con una pendenza favorevole nella prima parte e sfavorevole nel finale con un intermezzo pianeggiante come si può capire dall'altimetria pubblicata nel sito di riferimento della manifestazione (http://www.metamarathon.it/#):
 http://www.metamarathon.it/upload/images/altimetria_percorso.jpg
 La scorsa edizione ha messo in mostra un'ottima organizzazione, una buona partecipazione di atleti e di pubblico e soprattutto un paesaggio ideale per chi cerca nella corsa un momento di totale distacco dal caotico trambusto cittadino, 21.097 m di pura essenza della corsa......
 La mia preparazione deve tenere conto della gara di Sarnico che non può non avere generato delle scorie(fisiche e mentali) che vanno comunque metabolizzate prevedendo il giusto carico per non creare un improduttivo sovrallenamento. Il mio obiettivo principale resta sempre e comunque la corsa intesa come benessere psico-fisico con una gara avente carattere motivazionale e non puramente competitiva.

 LA CERTOSA DI S. LORENZO (PADULA)

Veduta aerea della certosa di San Lorenzo Patrimonio mondiale dell'umanit� (UNESCO dicembre 1998)  Giorni e orario apertura: Tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 20,00 ( ultimo ingresso ore 19,30) Chiusura settimanale: marted�
 a questo link troviamo la storia della Certosa di S. Lorenzo: http://www.valloweb.com/certosa/

LA VALLE DELLE ORCHIDEE (SASSANO)



LA CITTA' MUSEO (TEGGIANO)

                                                                                                  http://www.teggianoturismo.it/castello1_0003.jpg
a questo link è possibile documentarsi sulla storia di Teggiano per capire da dove proviene il suo appellativo di città museo o città d'arte: http://www.teggianoturismo.it/cat098.htm

BUONA CORSA A TUTTI!!!

giovedì 25 aprile 2013

SARNICOLOVERE....LA GARA.....BOSTON

A Sarnico alle 7.30 si respira aria di perfetta organizzazione. Tutto viaggia nei binari della tranquillità, dopo il ritiro dei pettorali  lo speaker alterna annunci di servizio(consegna borse, griglie di partenza, meteo lungo il percorso e all'arrivo.....) a simpatiche interviste ad atleti di diverse regioni per esaltare le capacità di aggregazione insite nel running il tutto condito da musica ad hok e da una atmosfera molto accogliente.
Nessuno sembra risentire dei circa 10°C e della pioggerella insistente....ognuno si è adeguato, chi improvvisando fantasiosi impermeabili chi con materiale tecnicamente ineccepibile. Personalmente, per l'attesa, ho scelto un k-way economico che abbandonerò prima della partenza, per correre con la maglietta della Salerno Running....maniche corte dunque con la consapevolezza che durante la gara non ci sarà spazio per il freddo. Alle 9.30 in punto arriva l'elicottero RAI per le riprese generando ulteriore eccitazione fra i partecipanti. Nella mente di chi si trova sulla linea di partenza si fanno largo sentimenti contrastanti: l'attesa, la consapevolezza dei propri limiti....e Boston....l'attentato alla maratona di Boston del 15 aprile scorso che ha spazzato via l'entusiasmo e il futuro di un'intera famiglia, Martin Richard 8 anni morto mentre aspettava il papà all'arrivo con la mamma e la sorella entrambe ferite...e altri morti....altri feriti. Il cuore ammutolisce difronte a tanta crudeltà....tanti perchè, tanti interrogativi invadono la piazza di Sarnico quando lo speaker annuncia il minuto di raccoglimento dedicato a chi, in una giornata che doveva essere di festa, ha trovato invece la morte. Sulla linea di partenza mi sento un po' papà di Martin e un po' Martin....ma penso di non essere l'unico...l'applauso alla fine del minuto di raccoglimento è sentito ma determinato, commosso ma non dimesso spezzato solo dal segnale del via che dimostra la volontà di andare avanti da parte di un mondo ferito ma ancora vivo. Ogni atleta, oggi, partecipando a questa gara non ha potuto sottrarsi a queste riflessioni e penso che, con orgoglio, in cuor suo abbia voluto dedicare la propria gara alla memoria del piccolo Martin abbracciando idealmente il popolo di Boston e il proprio dolore.
Mi piace ricordare un'immagine all'arrivo a Lovere....tra gli ultimi che si accingono a tagliare il traguardo una coppia di runners di una certa età che, mano nella mano, si guardano stanchi e sorridenti e insieme si donano agli applausi e all'abbraccio del pubblico....LA CORSA E' VITA NON MORTE!!!!!

lunedì 28 gennaio 2013

SARNICO-LOVERE.....LA TABELLA

Foto: Fino al 31 Gennaio 2013 - € 25,00
Iscriviti subito se vuoi essere tra i 2.000 !


www.sarnicolovere.itSiamo all'inizio di una nuova avventura che mi condurrà alla 26km di Sarnico(Sarnico-Lovere run), una gara che si svolge in provincia di Bergamo, lungo il lago d'Iseo e che per me presenta non poche incognite. Posso riassumere le problematiche in due punti essenziali:
  1. è saltato completamente il periodo di costruzione che avevo programmato per questi mesi invernali;
  2. in gara non ho mai corso su distanze superiori alla mezza maratona.
Negli ultimi due mesi è mancata la continuità negli allenamenti a causa di un forte raffreddore che mi ha bloccato quindici giorni  a Dicembre e sette  a Gennaio. Sono 'saltate' sedute importanti per la costruzione e contemporaneamente devo fare i conti con il processo di deallenamento che inesorabilmente si innesca a seguito di stop più o meno lunghi(vedi articolo sulla ripresa dopo uno stop).
In questi giorni, valutando tra le due soluzioni che si possono prospettare in questi casi(riprendere con il periodo di costruzione e scegliere una gara obiettivo nei mesi autunnali oppure riprendere la migliore condizione fisica attraverso obiettivi a breve termine), mi è capitata sottomano la locandina della gara di Sarnico che rappresenta anche una soluzione ottimale per trascorrere qualche giorno fuori casa con tutta la famiglia nel periodo primaverile.
 Panoramica
Il secondo punto è quello che mi preoccupa di meno, nel senso che, una volta impostato un programma d'allenamento, i chilometri 'entrano' nelle gambe e nella testa, l'obiettivo farà da traino alle motivazioni........un test, tra qualche settimana, mi consentirà di fare ulteriori valutazioni.

Ecco allora cosa mi aspetta per i prossimi mesi:

GENNAIO

L 28     RIPOSO;
M29     FL 10km;
M30     FM10km;
G31      RIPOSO;

FEBBRAIO

V 1      RIPOSO;
S 2       FPR 10km;
D 3      LUNGO 18km;
L 4       RIPOSO;
M5      RIPOSO;
M 6      FL 12km;
G 7      FM 14km;
V 8      RIPOSO;
S 9      RIPOSO;
D 10    FPR lungo 18km;
L 11     FL 10km con variazioni finali;
M 12   RIPOSO;
M 13   RIPOSO;
G 14    FM 16km;
V 15    FPR 14km;
S 16    RIPOSO;
D 17    RIPOSO;
L 18    FL 10km con variazioni finali;
M 19   FM 12km;
M 20   RIPOSO;
G 21    FPR 10km;
V 22    TEST CONCONI;
S 23     LUNGO 20km (RG);
D 24    RIPOSO;
 
...gli allenamenti successivi li valuterò in seguito al test di conconi.

BUONA CORSA!!!

     

domenica 18 novembre 2012

StraPontecagnanoFaiano 18/11/2012

                              STRAPONTECAGNANOFAIANO: GARA

ultimi metri
18/11/2012 ore 9.45: la sveglia questa mattina si è fatta sentire presto. Alle 6.00 in piedi, colazione e disbrigo delle incombenze famigliari. Alle 8.45 ritiro il mio pettorale(nr. 306) dalle mani del Capitano. La Salerno running presenta ben 53 atleti al via, vedo Stefania, Cristian, Nicola, Gabriele, Sara, Giovanni.....Con l'amico Giovanni Aiello dedichiamo un po' di tempo al riscaldamento confrontando opinioni sulla corsa e non solo. Abbiamo un obiettivo comune, il benessere attraverso la corsa, il tempo è relativo. Decidiamo di partire insieme e di regolarci in base alle nostre sensazioni. Alla partenza siamo leggermente dietro, il 'traffico' all'inizio ci costringe a qualche 'manovra' azzardata ma nonostante tutto riusciamo a mantenere un ritmo sui 4'10"/km che è 'comodo' per entrambi. Davanti vanno forte ma non ci facciamo influenzare e teniamo il nostro ritmo. Giriamo al 5°km in 20'17" ad un ritmo medio, per noi, di tutto rispetto 4'03"/km. Con il trascorrere dei minuti le sensazioni positive aumentano, cerco di aumentare un po' il ritmo, la risposta che ricevo da gambe e mente è incoraggiante. Il percorso pianeggiante favorisce uno sforzo in più, lascio andare le gambe e il ritmo scende abbondantemente sotto i 4'/km. Alla fine l'intero percorso misurerà meno di 10km(il mio cardio si ferma a 9,290km), il mio tempo finale sarà di 36'52" con un ritmo medio di 3'58"/km. A prescindere dalla performance più che positiva dal punto di vista cronometrico ho anche constatato una minore fatica rispetto alla gara di Castellammare anche se, nel confronto, pesa l'eccessivo caldo in cui si è svolta quest'ultima. La gara di oggi invece si è svolta con condizioni climatiche accettabili, dopo la pioggia della notte il cielo si presenta nuvoloso con il sole che non trova quasi mai lo spiraglio giusto per affermarsi del tutto. La temperatura è tale da rendere possibile la corsa con sola canotta anche se, per sicurezza, avevo con me una maglietta di cotone da indossare in caso di necessità. Questa di Pontecagnano era l'ultima gara che avevo in programma per quest'anno, da ora in poi rifletterò sui prossimi obiettivi, il principale dovrebbe essere una maratona primaverile(Roma?) o autunnale.....ci penserò in questi giorni quando sarò alle prese con un periodo di (ri)costruzione che mi impegnerà almeno fino alla fine di Gennaio!

ECCO IL VIDEO DELLA GARA

 http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=b2YuLwbPgeg

............A PRESTO!

mercoledì 17 ottobre 2012

StraPontecagnanoFaiano 28/10/2012

Ecco le ultime due settimane di allenamento in vista della gara di 10km del 28/10:
  • L  15: RIPOSO;
  • M 16: corsa lenta di 10km;
  • M 17: corsa media di 10km;
  • G  18: corsa lenta di 12km;
  • V  19: RIPOSO;
  • S   20: corto veloce di 9km;
  • D  21: corsa lenta di 12km;
  • L   22: RIPOSO;
  • M  23: 5x1000(RG-5") rec. 500m (RG+30");
  • M  24: RIPOSO;
  • G  25: corsa lenta 45' + allunghi 4x100m;
  • V  26: corsa lenta 30' + 500m(RG);
  • S  27: RIPOSO;
  • D 28: GARA 10km.
AGGIORNAMENTO DEL 28/10: GARA RINVIATA CAUSA CATTIVE CONDIZIONI METEO AL 18/11/2012.

Aggiornamento tabella:

  • L   29: corsa lenta di 11km con variazioni di ritmo;
  • M  30: RIPOSO;
  • M  31: corsa media di 10km;
  • G   1:   RIPOSO;
  • V   2:   progressivo di 12km (6km lento + 4km medio + 2km ritmo gara);
  • S   3:   RIPOSO;
  • D  4:   lungo di 17km a ritmo 4'40"/km;
  • L   5:   lento di 10km con variazioni di ritmo;
  • M  6:   RIPOSO;
  • M  7:   corsa media di 12km a ritmo 4'15"/km;
  • G   8:   RIPOSO;
  • V   9:   progressivo di 14km (7km lento + 4,5km medio + 2,5km ritmo gara);
  • S  10:  RIPOSO;
  • D  11:  lungo 15-16km a ritmo 4'40"/km;
  • L  12:  lento di 10km;
  • M 13:  RIPOSO;
  • M 14:  corsa lenta 45' + allunghi 4x100m;
  • G  15:  RIPOSO;
  • V  16:  corsa lenta 30' + 500m(RG);
  • S  17:  RIPOSO;
  • D  18: GARA



lunedì 30 aprile 2012


STRASALERNO 2012: GARA



30/4/2012 ore 9:10- Sensazioni durante e dopo la gara.

Eccomi a mettere nero su bianco la giornata di ieri con le sue emozioni e le sue fatiche. Una giornata iniziata presto, sveglia alle 6.00, subito al bagno e poi a preparare la colazione. La sera prima avevo deciso di preparare sei fettine di pane integrale, tre con la marmellata bio di mirtilli e tre con miele, un succo di frutta alla pesca bio con sciroppo d’agave, una manciata di mandorle e un quadratino di cioccolato fondente 85% cacao, evito la frutta e bevo acqua fino alle 8.00. Alle 7.00 arriva il momento di prepararsi. Uso la vaselina su piedi, interno cosce e capezzoli, per l’abbigliamento avevo preparato diverse soluzioni decidendo all’ultimo di indossare il pantaloncino della Kalenji per favorire al massimo la traspirazione visto che si prevedono temperature sui 25°C. La canotta l’ho preparata la sera prima, i calzini sono quelli della Kalenji, sembrano un po’ stretti ma alla fine decido di indossarli prevedendo un ricambio nel caso in cui, prima della gara, avessi avvertito qualche fastidio. Infine indosso il cardio e la fascia. Alle 8.00 saluto Lisa e dò un bacio alle bimbe che ancora dormono. Con Michele Auricchio l’appuntamento era intorno alle 9. Trovo subito il parcheggio e mi faccio un primo giro per tastare l’organizzazione. Vado alla ricerca di Ignazio, c’è il suo gruppo di pace maker ma lui non si vede, mi dicono che è ancora in albergo....lo cercherò dopo. Michele arriva alle 9 e gli conservo un posto dove parcheggiare, facciamo conoscenza e scambiamo qualche parola. Con lui c’è un altro runner, anziano ma in forma, vi dirò alla fine come ha chiuso la sua mezza. Ci dividiamo e vado nuovamente alla ricerca di Ignazio mentre si avvicina l’ora di entrare nelle gabbie. Dopo aver usufruito per l’ultima volta dei bagni, alle 9.45 sono pronto ad entrare nella gabbia contrassegnata con la sigla MM35, ci sono i pace e chiedo nuovamente di Ignazio che dovrebbe essere in zona a sistemare il suo gruppo con i palloncini. Lo vedo scavalcare il nastro che separa la nostra gabbia da quella precedente, un addetto alla sicurezza lo ferma e lo invita ad uscire, invano Ignazio cerca di fargli capire il suo ruolo....seguo la scena divertito, poi mi avvicino e lo saluto, scambiamo poche parole e lo lascio al suo ingrato compito(si capisce che l’organizzazione gli ha creato non pochi problemi). Manca qualche minuto alla partenza...pochi secondi...via! Nella mia mente scompaiono i calcoli dei tempi, dei passaggi ecc., le emozioni prendono il sopravvento sulla razionalità ma questa volta non mi faccio ingannare dai ritmi elevati che il gruppo impone alla partenza. Un unico pensiero nella mia mente, mantenere un ritmo sui 5’/km per poi valutare la condizione a gara avanzata. Questo ritmo è anche al di sotto del mio fondo lento(4’50”/km). Correre a ritmi bassi è anch’esso un sacrificio, la mente sembra elaborare più minuziosamente le sensazioni provenienti dal corpo e questo mi provoca un po’ di tensione. Non riesco ad estraniarmi del tutto dal contesto e la mia corsa, almeno da un punto di vista mentale, non decolla. A piazza Mercatello mi guardo intorno, mamma dovrebbe essere in zona, non mi ha detto che sarebbe venuta, ma io, non so perchè, mi aspettavo la sua presenza...infatti la vedo sotto la pensilina, la chiamo ma non mi vede. La presenza di persone care lungo il percorso genera sempre emozioni positive, si avverte una scarica di adrenalina che non ti fa sentire la fatica almeno per qualche metro. Fa molto caldo, cerco di approfittare di tutti i punti di ristoro, siamo all’inizio e non sento la necessità di bere ma è importante rinfrescare la testa e il corpo. Il ritmo intanto è sui 4’48”/km, intorno all’8° km controllo per  la prima volta la FC e resto meravigliato in negativo, 165bpm ad un ritmo di 4’50”/km quando in allenamento a questi ritmi la FC non supera i 145bpm(140bpm la media). La cosa mi mette un po’ di nervosismo e mi fa riflettere sulla possibilità di aumentare il ritmo, così come avevo previsto, negli ultimi 5-6 km. Arrivo a metà percorso, il ritmo ora è 4’49”/km ma scende a 4’50”/km quando passo nuovamente da piazza Mercatello e vengo “avvistato” da mamma e papà che, non avendomi visto al primo giro sono rimasti lì nella speranza di vedermi al secondo. Nonostante il ritmo sia sceso di un paio di secondi al km supero un bel po’ di concorrenti, tutti affannati, questo mi porta un po’ di sicurezza sulla mia gestione di gara. Non controllo più la FC sul cardio, decido di correre a sensazione e piano piano aumento un po’ il ritmo. La mente sembra più libera e la corsa più sciolta, non forzo, ora penso al 16°km, il punto in cui nell’edizione precedente ho avuto il tracollo incontrando il fatidico “muro”. Voglio utilizzarlo come trampolino per dimostrare a me stesso che quella situazione è stata generata da una cattiva gestione del ritmo e da nient’altro. Ci siamo, il momento di aumentare il ritmo è arrivato, inizia la mia corsa. Mentalmente è un toccasana, scompaiono i timori e le paure. Porto il ritmo a 4’30”/km, la media scende km dopo km, 4’48”,4’47”,4’46”,4’45”/km. Mancano due km quando guardo per l’ultima volta il cardio, il ritmo mi soddisfa e non forzo più, supero altri concorrenti ma non cerco lo sprint finale, alla fine il mio cardio segna un tempo di 1h41’24”, un ritmo medio di 4’45”/km, una distanza percorsa di 21.330 metri(non dovevano essere 21.097?!?!)....sono semplicemente soddisfatto dell’esperienza fatta in gara, ho migliorato il mio tempo sulla mezza(1h44’58”) e ho preso coscienza di un fatto importante: la gara non è l’allenamento. Per questo motivo devo migliorare alcuni aspetti molto importanti per vivere bene la gara, prima, durante e dopo: la riprova sta nel fatto che se avessi corso alla FC di allenamento avrei abbassato la percezione della fatica  e il tempo finale potendo gestire l’aumento di ritmo diversamente. All’arrivo proseguo nella mia corsa abbassando il ritmo e facendo rientrare la FC su valori accettabili dopodichè camminando mi reco al punto di riconsegna chip e qui mi rendo conto della totale disorganizzazione che regna a Salerno quando si parla di corse podistiche: un solo stend riconsegna chip e oltre 2000 atleti...incredibile!!! Per non fermarmi al sole ad aspettare di stare male mi allontano e vado in macchina a bere il mio succo di frutta bio alla pesca che prudentemente avevo messo in borsa. Incontro l’amico di Michele(don Salvatore), l’amico anziano che ha partecipato alla corsa e che si lamentava per il gran caldo. Mi ha raccontato di quando correva lui(da giovane) nei lontani anni ’80 e dei suoi tempi di tutto rispetto dei quali parlava con grande nostalgia. Gli ho fatto notare come il suo tempo attuale sia di gran lunga migliore di tanti partecipanti più giovani e che è normale avere questi cali dovuti all’età, l’importante è sapersi divertire ancora, ancora....ancora.

lunedì 24 ottobre 2011

STRASALERNO HALFMARATHON 2011





23 OTTOBRE 2011 ore 10.00:  seconda gara e debutto sulla distanza  di 21km. 
Una gara che modificherà il mio futuro approccio a tutte le competizioni podistiche, brevi o lunghe che siano. Prima di questa gara pensavo che la cosa più bella della corsa fosse insita nella corsa stessa e in ciò che essa rappresenta una volta comprese le sue tante sfumature: i preparativi, le sensazioni più o meno positive da verificare durante i primi metri, la bontà del ritmo impostato, la gioia del traguardo....tutto  con la consapevolezza di aver  goduto di sensazioni uniche e irripetibili  rispettando i limiti imposti dal corpo e dalla mente, non gesti meccanici ma dettati dalla volontà di raggiungere il proprio futuro. Questo rende la corsa uno sport speciale, sei da solo con i tuoi limiti, anche se accanto hai altre persone sai che i conti li dovrai fare solo con te stesso. Quando ciò non avviene, cioè  quando non rispetti questi limiti, vengono meno queste sensazioni e la corsa non è più speciale come credevi. Questo è ciò che è accaduto alla fine di questa gara....non mi sono divertito perchè non ho rispettato i miei limiti. 
Parto dal 16°km quando tutto ha avuto inizio, quando si è manifestato il cosiddetto ‘muro del runner’, quando mentalmente e fisicamente si spegne tutto e non vedi l’ora di fermarti. I km finali sono stati un calvario, per giungere alla fine ho dovuto alternare corsa e cammino al cospetto di un traguardo che non arrivava mai. Seconda esperienza ed altri errori da memorizzare per non ripeterli in futuro. A differenza della gara di Polla questa volta conoscevo il percorso e  avevo bene in mente il ritmo da tenere: niente di più facile, 5’/km come suggerivano tutte le prove fatte in allenamento e invece.....dopo la partenza sento le gambe ‘girare’ a mille, le assecondo e giudico il ritmo di 4’40”/km  nelle mie possibilità....forse mi sono tenuto troppo cauto negli allenamenti, ho pensato. La strada scorre veloce sotto i piedi, i km passano e mi convinco sempre più di essere in grado di gestire questo ritmo, forse in gara funziona così, forse in gara hai più forza nella testa e nelle gambe. Ho detto già come è andata a finire, non mi sono divertito....questa non è la mia corsa.....questa non è la mia passione e, beffa finale, tempo di gara 1h44’58” cioè 5’/km...... Riflettendoci, dopo qualche ora, quando la mente ha ripreso lucidità e le gambe dignità,  sono giunto  alla conclusione che la corsa è sempre la stessa, è sempre lo sport speciale che avevo conosciuto fin da bambino, lei non è cambiata , forse sono cambiato io. Sulla mia bacheca ho affisso le foto di questa gara che mi ritraggono in una corsa innaturale e sofferente per ricordare a me stesso cosa la corsa NON E’ con la promessa di toglierle  alla fine della prossima gara....quando, avendo fatto tesoro di queste esperienze, la corsa sarà tornata ad essere qualcosa di veramente SPECIALE.  


quello che....... la corsa non è

domenica 3 luglio 2011

STRAPOLLESE 2011

2 LUGLIO 2011 ore 18.30:   il mio debutto in una gara, 10km tra le stradine di Polla. 
Mi presento sulla linea di partenza con il mio pettorale nr. 896 e con tanta voglia di scoprire nuove sensazioni. Sono consapevole di avere la distanza nelle gambe ma non conosco il percorso e ascolto preoccupato l'analisi di chi era già presente negli anni passati. Parlano di 3km finali in salita, di un 'muro tagliagambe' prima della discesa che porta all'arrivo e di persone che hanno mollato al cospetto di tanta fatica. Non ho una tattica di gara e probabilmente oggi non saprei cosa farne, voglio solo godermi questa nuova avventura....ma alla fine devo ammettere che questo è stato un errore!!!
Al via, dopo la preghiera sul selciato della Chiesa S. Pietro Apostoli e la benedizione degli atleti da parte del Parroco(una bellissima iniziativa), mi rendo subito conto che non tutti vivono allo stesso modo la corsa o perlomeno  ne hanno un'idea diversa dalla mia: si sgomita, si cerca di portarsi tra le prime posizioni, si urla...., io, trovata la mia posizione lontano dalla ressa aspetto trepidante il segnale della partenza convinto dei miei mezzi ma totalmente all'oscuro sulla gestione delle forze in base al percorso. I primi km sono velocissimi e non mi risparmio, vengo incitato da mia moglie e mia figlia che lungo il percorso non mi fanno mancare il loro apporto. Mi rendo conto di correre ad un ritmo troppo elevato, il fatto di sentire gli altri atleti ansimare e 'sbattersi' per andare avanti un po' mi incoraggia ma le difficoltà stanno per arrivare. Il mio cardio segna quasi 8km e subito dopo una curva si inizia a salire. Durante la preparazione non mi sono affatto dedicato a questo aspetto....le salite, appunto. Senza la necessaria preparazione affronto la strada che piano piano sembra diventare un muro, il mio ritmo ormai è calato notevolmente, mi sembra di camminare e non di correre, il cuore batte a mille e il fiato è corto...cortissimo. La fine della salita è una liberazione per la mia mente ma non per le mie gambe. La mente dice che è ora di spingere, i muscoli delle gambe si rifiutano. Il tratto pianeggiante che segue è il più alto di tutto il percorso, il Vallo di Diano si apre all'orizzonte riempiendo di verde l'orizzonte, ora c'è solo discesa. Quando sento le gambe pronte riprendo a correre, affronto la discesa e mi rendo conto che anche questo aspetto va migliorato, ancora qualche metro e sono all'arrivo, altri atleti sono al mio fianco a giocarsi la 'posizione', Lisa e Jenny sono lì ad aspettarmi. Una volta sul tappetino blu che conduce dritto all'arrivo mi rendo conto che il mio obiettivo è un altro, lascio il tappetino per sfiorare mia figlia con un gesto...poi raggiungo il traguardo.