Emozioni quotidiane trasmesse dallo sport, dai libri, dalla musica, dalla natura e percepite attraverso i nostri sensi....
TODAY I WILL.....
OGGI VOGLIO.....ALLENARMI E DIVENTARE PIU' FORTE, NUTRIRMI CON CIBI SALUTARI, AVVICINARMI ULTERIORMENTE AL MIO OBIETTIVO, PRENDERMI UNA PAUSA PER APPREZZARE LA VITA, PIANIFICARE IL DOMANI
Nutrirsi di cibi stagionali non solo è sinonimo di benessere ma anche il modo più economico per gestire la propria alimentazione in termini di frutta e verdura. Vediamo nel dettaglio quali frutti e quali ortaggi troviamo dal nostro fruttivendolo di fiducia(se abbiamo la fortuna di coltivarli in proprio ancora meglio!) nel mese di Ottobre:
Frutta stagionale del mese di Ottobre
-Ananas
- Banane
-Cachi
-Castagne
-Limoni
- Mandorle, noci, nocciole
-Melograno
-Mele
-Pere
-Uva
Ortaggi stagionali del mese di Ottobre
-Barbabietole, Coste
- Coste
-Broccoli,
- Cavolfiore
-Cavolo
- Verza
- Finocchi
-Insalata
- Rucola
-Sedano
-Spinaci
- Erbette
-Carciofi
- Melanzane
- Peperoni
-Patate
Insomma la scelta è ampia....la soluzione migliore è quella di rivolgersi alla coltivazione biologica o biodinamica(affronteremo questo tema in un post dedicato) ma non sempre questo è possibile, allora, possiamo accettare una provenienza di questi prodotti a km zero(produttori locali), garanzia di freschezza(che non è poco!!). Comunque, che la provenienza sia bio o che sia a km zero, resta sempre valida la raccomandazione di lavare bene i prodotti acquistatie e, quando possibile, di consumarli crudi!
Nel post 'LA CORSA, UNO SPORT A 5 STELLE' abbiamo elencato i benefici che una corretta pratica della corsa ha nei confronti di tanti aspetti sia fisici che mentali e, tra questi, abbiamo menzionato la riduzione del rischio di ammalarsi di tumore. Ad avvalorare questa tesi anche la posizione del Prof. Franco Berrino, noto oncologo italiano e direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori. Vi riporto parte di una sua intervista dove spiega, con parole semplici, che ruolo hanno l'alimentazione, l'attività fisica e un corretto stile di vita nella prevenzione primaria di alcune tipologie di tumori.
SULL' ALIMENTAZIONE: Cosa è consigliato mettere – o non mettere - nel piatto per prevenire i tumori?
Quello
che noi consigliamo è molto simile a quello che consigliano i
cardiologi per prevenire le malattie di cuore e metaboliche, malattie
frequenti nelle popolazioni occidentali che hanno a che fare con
un’alimentazione troppo “ricca” in quantità, ma povera di qualità. Si
mangia troppo, si ingrassa, e quindi la prima raccomandazione è quella
di essere prudenti sulla quantità. Sul piano scientifico la valutazione
fatta dai ricercatori in questo campo è quella di basare la propria
alimentazione prevalentemente su cibi vegetali non industrialmente
raffinati. Cibi integrali, quindi. Meglio se biologici. Nei corsi che
facciamo utilizziamo solo cibi da agricoltura biologica, ma chi non ha
la possibilità di comprare biologico non si preoccupi, gli alimenti
vegetali si possono mangiare lo stesso. Sono gli alimenti di origine
animale quelli ad essere più facilmente contaminati dalle sostanze
chimiche. Si tratta di riscoprire i piatti della tradizione
popolare della nostra e di altre culture: la pasta e fagioli, il riso
con le lenticchie, ma anche il cus cus con i ceci del Nord Africa, il
riso con la soia che si mangia in Oriente, il mais con i fagioli neri
del Messico e così via. In tutto il mondo l’alimentazione tradizionale
si è evoluta allo stesso modo: una base fatta di cereali con un po’ di
legumi, verdure, e occasionalmente prodotti animali.
L’abbinamento cereali/legumi che importanza ha? E’ paragonabile per qualità proteica alla carne? La può sostituire?
Assolutamente
sì. Cereali e legumi possono sostituire la carne. Comunque noi
non consigliamo di evitare completamente la carne, ma di ridurne il
consumo ad una volta la settimana. Quando una persona mangia cereali e
legumi ha tutte le proteine di cui ha bisogno. I cereali sono poveri di
un aminoacido, la lisina, che è invece contenuta nei legumi; i
legumi sono poveri di aminoacidi solforati: se li mettiamo
insieme abbiamo tutto quello di cui c'è bisogno, senza andare
all'eccesso. L’alimentazione troppo ricca di proteine animali provoca un
eccesso di acidificazione nell'organismo. Mangiare troppa carne, troppo
formaggio o latte è una delle cause dell’osteoporosi, perché l’ambiente
acido fa perdere calcio dalle ossa.
La dieta mediterranea è consigliata?
Certamente, ma
quella di una volta però, con tante verdure diverse, pochi grassi
animali, legumi e i cereali integrali. Oggi, invece, si tende a mangiare
tutti i giorni quello che un tempo erano i piatti riservati ai giorni
di festa. Non sto dicendo che bisogna mangiare con monotonia, come il
contadino siciliano che tutti i giorni si cibava di pasta con le fave e
solo durante le feste poteva mangiare qualcosa di diverso. Bisogna avere
una grande varietà di cibo, scegliendo tra i piatti vegetali della
dieta mediterranea, ma va detto che non c’è bisogno di mangiare tutti i
giorni il pesce (bastano 2 volte la settimana), né la carne (basta una
volta la settimana). I cereali sono alimenti che consigliamo tutti i
giorni.
Veniamo agli zuccheri. Quali sono i danni per la salute se ne mangiamo troppi?
La
nostra alimentazione è caratterizzata da troppi zuccheri e da troppi
alimenti raffinati. La farina '00' ne è un esempio. Si può dire che questa
farina sia anche peggio della zucchero: fa aumentare troppo velocemente
la glicemia. Questo aumento fa aumentare a sua volta di molto
l’insulina e questa fa alzare i fattori di crescita che determinano la
maggior parte dei tumori. Infine questi picchi di insulina favoriscono
l’obesità, perché ci mandano in ipoglicemia, e questa ci fa venire fame
di zuccheri. Più mangiamo zuccheri e più abbiamo fame di zuccheri. Nella
nostra cucina, all'Istituto dei Tumori, prepariamo dolci tutti i
giorni, ma li facciamo senza zucchero. Sono dolci buonissimi, nei
quali usiamo la frutta (uvetta, fichi secchi) per dolcificare e farine
non raffinate.
SULL'ATTIVITA' FISICA: E' utile fare sport?
E' ben documentato che chi fa moderata attività fisica si ammala di meno.
Cosa intende per <<moderata>>?
Un' attività fisica equivalente a mezz' ora di camminata a passo veloce.
SULLO STILE DI VITA: Il fumo? bisogna eliminare il tabacco. E' necessaria un'azione molto seria per contrastare la violenza del marketing del fumo. L'alcool? Basta limitarne l'uso. Al massimo un bicchiere di vino a pranzo e comunque mai a stomaco vuoto.
Queste sono solo alcune domande a cui il prof. Berrino ha dato una risposta o in trasmissioni come 'report' ma anche a molte testate giornalistiche. In rete, inoltre, è possibile reperire video molto interessanti. Tra questi vi propongo il seguente che è molto esplicito riguardo alla qualità dei cibi e soprattutto su come reperirli:
Queste indicazioni sono utilissime non solo da un punto di vista preventivo ma ci permettono di guardare all'alimentazione come parte integrante del nostro progetto che è il benessere a 360° e soprattutto ci servirà per introdurre argomenti come la qualità dei cibi e l'etichetta degli alimenti.
Nel
post 'CAMMINARE O CORRERE? COME VALUTARE LA PROPRIA CONDIZIONE FISICA' ci
siamo lasciati con le indicazioni su come valutare la 'sostanza' del proprio
peso e abbiamo visto quali sono i parametri da rispettare per scegliere in
maniera oculata se iniziare la nostra avventura con la corsa o con il walking(o
fitwalking). Abbiamo inoltre supposto che non esistano altri impedimenti di
carattere fisico che ne sconsiglino la pratica. Prima di proseguire volevo
approfondire quest'ultimo concetto affinchè non sussistano dubbi di sorta. Fare
attività sportiva, nel nostro caso correre, è tanto più divertente e
gratificante quanto maggiore è il grado di sicurezza con cui la pratichiamo.
Questa semplice constatazione ci porta a concludere che è consigliabile
accertarsi che non esistano patologie in atto o controindicazioni che possano
sconsigliare la corsa. In sintesi, la cosa migliore da fare, è quella di
sottoporsi ad una visita d'idoneità, meglio presso un centro sportivo,
dove la competenza è sicuramente maggiore rispetto a quella fornita da un
medico generico.
A questo
punto tutto è 'sul binario giusto'(se non lo è vi rimando al post 'INIZIARE CON
IL FITWALKING'): peso, ok!; visita d'idoneità, ok!. Allora,
INIZIAMO!!!
Entriamo
nell'aspetto pratico della corsa. Tutto ciò che faremo ora ci permetterà di
distinguerci dai praticanti occasionali, da coloro che, anche d'estate, corrono
con il k-way e ben coperti, convinti che sudando di più bruceranno anche più
grassi, da coloro che utilizzano semplici scarpe da ginnastica, pensando che le
scarpe siano tutte uguali, da coloro che pensano che i dolori muscolari del
giorno dopo siano da attribuire all'accumulo di acido lattico, ecc.
Quindi, cosa
differenzia un corridore occasionale da uno consapevole delle proprie scelte?
Abbigliamento: l'abbigliamento corretto deve necessariamente tenere conto delle condizioni climatiche correnti. D'inverno bisogna coprirsi, ma non troppo: meglio patire un po' di freddo all'inizio dell'allenamento che non riuscire a respirare tanto che si è imbottiti. NO a tute da relax, k-way, cappellini di lana ultrapesanti; SI a calzamaglie termiche, guanti, copriorecchie tutto rigorosamente di materiale tecnico nelle giornate più fredde. D'estate l'obiettivo è sudare il meno possibile. Anche in questo periodo abolito il k-way in caso di vento o pioggia. Nelle giornate più calde l'eccessiva sudorazione potrebbe provocare abrasioni ai capezzoli e interno cosce, possiamo ovviarvi con l'uso di vaselina. DOMANDA: se il mio obiettivo è il dimagrimento è utile coprirsi il
più possibile per favorire la sudorazione e in questo modo bruciare più
grassi? RISPOSTA: Qualunque sia il nostro obiettivo non è mai
consigliabile coprirsi più del dovuto. Nel caso specifico non vi è
alcuna relazione fra la quantità di sudore espulso e il grasso bruciato.
Il sudore favorisce la termoregolazione del nostro organismo, in esso
non è contenuto grasso ma tossine che vengono espulse. Con il sudore
aiutiamo l'organismo a depurarsi da queste tossine ma sicuramente non a
dimagrire. Vestirsi da runners ha anche un fine motivazionale: quando mettiamo le scarpe da corsa e l'abbigliamento adatto facciamo uno switch
mentale ed entriamo nella nostra 'vita da sportivi'(cit. 'IL DIARIO DEL
BENESSERE' del Dr. F. Duranti ed. Sperling&Kupfer).
Scarpe: la scelta delle scarpe è di fondamentale importanza. Se
le scarpe sono inadeguate basteranno pochi km a farci ricredere sul
fatto che la corsa generi benessere: vesciche, arrossamenti, unghie nere
saranno solo alcuni dei fastidi generati da una non corretta scelta dei
nostri 'attrezzi da lavoro'. Come si sceglie la scarpa più adatta a
noi? La scarpa va scelta in base al proprio peso, al proprio appoggio,
alla tipologia di percorso(asfalto, pista, sterrato ecc.), al tipo di
utilizzo(gara, allenamento, trail running) e alla distanza. Siccome non
possiamo ritenerci degli esperti, la migliore soluzione è quella di
recarsi presso un negozio specializzato e farsi consigliare da personale
qualificato. Molti negozi hanno nel loro staff personale con esperienza
nel settore(atleti o ex atleti) che volentieri ci aiuteranno nella
nostra ricerca. In alcuni negozi è possibile effettuare anche l'analisi
dell'appoggio plantare che darà ulteriori informazioni sul modello di
scarpa più adatto a noi. Il mio consiglio è quello di prendersi tutto il
tempo necessario, di provare entrambe le scarpe allacciandole, di
camminare e di correrci per qualche metro, di non guardare la marca ma
la comodità della calzata, di provarle con calze tecniche. Solo a
titolo informativo ecco la classificazione(runnersworld.it) delle scarpe
in base ai criteri precedentemente descritti(il linguaggio è quello
tecnico e potrebbe servire a chi ha già dimestichezza con la corsa):
massimo controllo: scarpe raccomandate per corridori con
archi plantari bassi, con una media-alta iperpronazione e che
necessitano del massimo controllo dell'appoggio nel retropiede. Sono
anche le più adatte ai runners di una certa stazza, che necessitano di
scarpe robuste e in grado di mantenere a lungo le loro caratteristiche;
stabili: scarpe indicate per runners con leggera o media
iperpronazione con archi plantari da bassi a normali, che tendono dunque
ad aver bisogno di un buon compromesso tra sostegno e ammortizzazione a
livello dell'intersuola;
ammortizzanti/neutre: scarpe raccomandate per runners che
necessitano della massima ammortizzazione e del minimo supporto mediale.
Sono le migliori per chi ha archi plantari da normali a alti, ha
un'azione di corsa biomeccanicamente efficiente, o appoggia d'avampiede o
di medio piede;
ritmi veloci/gara: scarpe adatte per le competizioni o, se il runner ha un appoggio biomeccanicamente efficiente, per gli allenamenti veloci.
3.Obiettivi e programma: chi inizia a correre, qualunque sia il suo obiettivo,deve(!) farlo seguendo un programma d'allenamenti.
Il segreto per essere
costanti? Obiettivo+programma! L'imperativo è d'obbligo: senza un
obiettivo e senza un programma che permetta di raggiungerlo non andremo
molto lontano. Il motivo? Immaginate di non avere un programma di
riferimento ma avete un obiettivo ben preciso, ad esempio dimagrire. Questa
situazione ci porta a correre solo quando ne abbiamo voglia, i risultati non
arrivano mai, ci scoraggiamo, abbandoniamo. Immaginate adesso di avere un
programma d'allenamento ma non avete un obiettivo da raggiungere(è il
classico caso di chi riprende una tabella da una rivista sperando che sortisca
qualche effetto). Il fatto di 'non sapere cosa farsene' dell'allenamento che
stiamo facendo ben presto ci demotiverà portandoci al 'ritiro anticipato' e....addio
programma.
Obiettivi e programmi d'allenamento saranno oggetto di specifici
post per l'importanza che rivestono nella pratica continuativa della
corsa.
Per iniziare, quindi, vestiamoci da runners e suguiamo
un programma d'allenamento finalizzato ad un obiettivo preciso....in questo
modo vedremo la corsa sotto un nuovo punto di vista....il nostro!!!
<<Prendi esempio da tuo fratello/sorella o da tizio/caio....>>. Chi di noi non è stato mai esortato con questa frase a comportarsi in un certo modo o a compiere determinate mansioni con maggiore abnegazione? Probabilmente eravamo troppo piccoli per capire l'importanza di avere un punto di riferimento positivo, sicuramente non eravamo in grado di sceglierlo e poi, dobbiamo chiederci, positivo si, ma rispetto a cosa?
La società moderna ci vuole imporre i propri miti disorientando i modelli educativi di diverse famiglie. Facciamo sempre più fatica a portare avanti determinati valori, quelli veri su cui è possibile fondare le basi di una vita futura solida che non si sbricioli al primo 'scossone'.
Eppure il passato, e non solo, è ricco di modelli positivi, di personaggi che sono entrati nella storia con le loro gesta, le loro opere, poesie, invenzioni e quant'altro. Purtroppo, nella nostra società, per questi personaggi non c'è spazio, non c'è forma di pubblicità o meglio viene ricondotto tutto ad una forma di guadagno(purtroppo, per gli altri....). Ciò che Loro ci hanno lasciato in dote gratuitamente dobbiamo pagarlo noi, oggi, sottoforma di servizi sempre più scadenti e mai all'altezza. Per ciò che hanno rappresentato per la società in cui hanno vissuto e per quello che hanno rappresentato e rappresenteranno per le generazioni future è come se fossero morti due volte.
Per 'avvicinarci' a questi miti, per farli rivivere nel nostro tempo e rendere loro un doveroso omaggio non c'è modo migliore che dedicargli parte del nostro tempo organizzando dei periodi di studio a tema.
Fatta questa premessa ecco la mia idea per i post sotto l'etichetta 'IL GENIO DEL MESE': individuare un personaggio con le caratteristiche precedentemente elencate e dedicargli un mese delle nostre letture preferite.
Si potrebbe fare in questo modo(poi ognuno può personalizzare il tutto secondo le proprie idee):
scegliamo il nostro 'genio/mito del mese';
cerchiamo un buon libro(o di più se necessario) che ne parli in tutte le sue sfaccettature;
cerchiamo altro materiale a lui dedicato(ad esempio documentari, film biografici, critiche....);
informiamoci su eventuali mostre o iniziative a lui dedicate, se fattibile potremmo anche parteciparvi accompagnati dai nostri cari magari approfittando di una gara podistica o altre occasioni.
Per fare un esempio si potrebbe scegliere Leonardo da Vinci come genio del mese, leggere un buon libro sulla vita e le sue opere, comprendere Leonardo come uomo ed artista, maestro e scenziato, botanico e fisico. In commercio è poi possibile acquistare materiale video a lui dedicato che ci permetterà di completare la sua conoscenza anche in termini visivi. Infine in molte città, in quasi tutti i periodi dell'anno, vengono organizzate mostre e iniziative dedicate al grande maestro che arricchiscono ulteriormente il nostro bagaglio culturale in materia. Se poi decidessimo di partecipare alla maratona di Firenze il problema non si porrebbe nemmeno....
Scegliete quindi il vostro 'GENIO DEL MESE', potete scegliere tra Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Dante Alighieri, Marconi, Michelangelo, Galileo, Shakespeare, Newton...o semplicemente il vostro artista, cantante, calciatore, regista, attore preferito(che sicuramente un merito lo hanno acquisito di diritto: quello di farvi emozionare), le idee di certo non vi mancheranno, mettete sù un bel po' di materiale a lui/lei dedicato e iniziate il vostro studio.....probabilmente vi renderete conto che gli esempi positivi esistono davvero e che non sono poi così irragiungibili!!!!
Il mio primo 'GENIO DEL MESE' sarà proprio Leonardo da Vinci....e il vostro?
Chi ha raccolto il mio invito ad abbandonare la pigrizia per giovarsi degli enormi benefici della corsa ora si troverà di fronte ad un altro dilemma: camminare o correre? E poi...quanti minuti la prima volta? E in seguito?
E' evidente che la risposta non può essere univoca per tutti ma deve tenere conto della nostra condizione fisica attuale e della nostra 'confidenza' alla corsa. Se siamo degli ex atleti, fermi solo da qualche mese per diverse ragioni, si tratterà solo di riprendere il giusto ritmo, conosciamo già i nostri limiti, non ci sarà difficile mettere in pratica ciò che già conosciamo senza esagerare e sicuramente gestiamo correttamente la nostra alimentazione.
Il discorso cambia se partiamo da zero. In questo caso il presupposto principale è che, fisicamente, non esistano impedimenti alla corsa. Se, per esempio, si è in sovrappeso, prima di iniziare a correre sarebbe opportuno rientrare nel proprio peso forma per non compromettere il sistema muscolo-scheletrico. Se, invece, non sussistono queste problematiche possiamo tranquillamente intraprendere la nostra avventura. Quindi, ricapitolando:
in presenza di sovrappeso bisogna prima rientrare nel proprio peso forma correggendo la propria alimentazione e il proprio stile di vita(in questo caso non è consigliabile correre ma abbinare alla corretta alimentazione lunghe passeggiate)-CAMMINARE;
in assenza di sovrappeso e se non sussistono altre problematiche possiamo seguire un programma di allenamenti che ci consenta, gradualmente, di raggiungere i nostri obiettivi-CAMMINARE e/o CORRERE;
E' evidente che, anche in assenza di sovrappeso e, avendo deciso di intraprendere la strada del benessere, non possiamo scindere l'alimentazione dall'attività fisica. Non è corretto dire 'mangio quanto mi pare tanto con una corsetta brucio tutto'. E' corretto invece curare l'alimentazione e seguire un buon programma di allenamento.
In questo post ci occuperemo del secondo aspetto(ci alimentiamo correttamente e non siamo in sovrappeso) cercando di capire da quale forma partiamo e dove vogliamo arrivare. Dire 'da quale forma partiamo' equivale a dire: sono pronto per iniziare a correre? Dire 'dove voglio arrivare' equivale a dire: qual è il mio obiettivo? Risolviamo il primo quesito lasciando in sospeso il secondo(gli obiettivi) che analizzeremo nei prossimi post sulla corsa.
SONO PRONTO PER INIZIARE A CORRERE?
Valutiamo il nostro peso attuale inserendo i dati richiesti nel software presente a questo link: http://www.blogdelbenessere.it/post/46/calcolo-del-bmi-body-mass-index.html
oppure possiamo usare la seguente formula: PESO/ALTEZZA^2
e confrontiamo il risultato con questa tabella(stilata dalla WHO, acronimo di World Health Organization):
Obeso classe III (MIN) > 40,00
Obeso classe II (MIN) 35,00 (MAX) 39,99
Obeso classe I (MIN) 30,00 (MAX) 34,99
Sovrappeso (MIN) 25,00 (MAX) 29,99
REGOLARE (MIN) 18,50 (MAX) 24,99
Sottopeso (MIN) 16,00 (MAX) 18,49
Grave magrezza (MAX) < 16,00
Quello che abbiamo calcolato è il nostro indice di massa corporea(IMC) e non rappresenta il punto d'arrivo della nostra valutazione ma solo il punto di partenza. E' evidente che in presenza di una persona muscolosa l'IMC calcolato darebbe un risultato completamente fuorviante mettendolo sullo stesso piano di una persona in sovrappeso, questo perchè l'IMC non fa differenza fra massa grassa e massa magra, cioè non ci da' la 'bontà' del nostro peso. In commercio esistono bilance impedenziometriche che consentono di calcolare la percentuale di grasso corporeo e quindi di ovviare anche a questo problema, naturalmente la precisione dipenderà dalla qualità della bilancia e dalle condizioni in cui ci pesiamo(chi volesse approfondire questo argomento può dare un'occhiata a questo link: http://www.albanesi.it/Alimentazione/bilanciaimp.htm).
Anche se il risultato non sarà precisissimo(e non potrebbe essere altrimenti) ci faremo un'idea della nostra forma attuale tenendo conto di questa tabella(http://www.personal-trainer.it/Alimentazione e Dieta/composizione corporea.htm):
RIFERIMENTI DI NORMALITA’% di MASSA
GRASSA
SUL PESO CORPOREO
ETA’
MASCHI
FEMMINE
18 –
24
< 15%
< 22%
25 –
29
< 18%
< 26%
30 –
34
< 19%
< 27%
35 –
39
< 22%
< 28%
40 –
50
< 25%
< 30%
> 50
< 28%
< 32%
I valori sono
riferiti ad una popolazione normale in buona
salute e non in condizioni di allenamento
atletico.
Quindi, un uomo di 35 anni dovrebbe avere una percentuale di massa grassa inferiore al 22%, una donna della stessa età inferiore al 28%. Non ci addentreremo in queste differenze perchè esula dal nostro studio.
Ora, valutata la 'sostanza' del nostro peso, appurato che esso rientra nei parametri di regolarità, supposto che non sussistano altre problematiche vediamo come fare per iniziare a correre partendo da zero.........
Vi aspetto al prossimo post sulla corsa!!
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NOTA: le indicazioni, i link e la tabella presenti in questo post hanno solo lo scopo di determinare analiticamente parametri puramente teorici e non possono sostituire in nessun modo la valutazione da parte di personale qualificato.
Giornali, riviste, internet, libri, televisione.....tutti parlano di diete dimagranti ma nessuno parla di corretta alimentazione, nessuno ci insegna a leggere le etichette alimentari, nessuno ci informa sulla tossicità di alcuni additivi, coloranti, conservanti ecc., anzi veniamo bombardati da pubblicità che ci presentano succulente merendine senza dirci che in realtà sono prodotte con grassi e/o oli di scarsa qualità e ricche di zuccheri nascondendo il tutto sotto la dicitura 'light' o 'zero calorie' ecc.. Intendiamoci però su un punto: se esiste un problema di grave sovrappeso o addirittura di obesità o se si hanno altri problemi legati all' alimentazione o alla salute è corretto, anzi indispensabile, affidarsi a specialisti qualificati(medici, nutrizionisti, dietologi) evitando a tutti i costi le diete fai da te o del passaparola che il più delle volte sono dannose e poco affidabili.
Eppure per mantenere in salute il nostro corpo basta davvero poco, basta attenersi OGGI a semplici regole per non rischiare di fare grossi sacrifici in futuro.
Queste regole trovano la loro ragion d'essere in un'unica parola: coscienza alimentare. Sviluppare una coscienza alimentare è indispensabile per riuscire a sottrarsi dalla cultura del mangiare scriteriatamente tutto ciò che ci capita sotto mano pensando che c'è sempre tempo per rimediare. Chi ha una propria coscienza alimentare sà innanzitutto quali sono i comportamenti e i cibi da evitare, conosce l'importanza di un'alimentazione varia ed equilibrata che non può prescindere dal consumo di frutta e verdura, conosce l'importanza dell' idratazione e dà grande valore alla qualità del cibo piuttosto che alla quantità.
Proviamo ad analizzare ciasuno di questi aspetti:
comportamenti da evitare: è importante dare il giusto peso all' alimentazione, non farla diventare cioè un' ossessione quotidiana, una questione di vita o di morte. Mangiare deve essere un piacere, per il corpo e per la mente.Bisogna evitare di mangiare velocemente e in piedi, bisogna invece sedersi e masticare bene ad ogni boccone;
cibi da evitare: sicuramente bisogna eliminare dall'alimentazione i cibi che contengono grassi trans, oli e grassi idrogenati o parzialmente idrogenati(compresa la margarina), quelli che contengono additivi, conservanti e coloranti sospetti, quelli con sale o zuccheri aggiunti, i fritti e i superalcolici; bisogna limitare il consumo di sale e di zucchero(sostituendoli con prodotti qualitativamente migliori come il sale integrale marino e il malto d'orzo), di alcolici(1 bicchiere di vino rosso a pranzo è sufficiente anzi i risultati di alcune ricerche lo consigliano), di farine bianche(meglio quelle integrali come segale, avena, farro, kamut, cereali....), di bevande gassate(apportano solo zuccheri e tante calorie 'vuote') e contenenti caffeina;
alimentazione varia ed equilibrata: una volta assodato che non si mangia tutto ciò che ci capita sotto mano si pone il problema di come variare l'alimentazione e raggiungere il giusto equilibrio tra i nutrienti(ne parleremo non prima di aver chiarito il punto sulla qualità del cibo);
idratazione: è importante bere minimo 2L d'acqua al giorno per raggiungere un ottimale livello di idratazione dell'organismo;
qualità del cibo: e qui viene il difficile! Come facciamo a giudicare la qualità del cibo? Dobbiamo fidarci di ciò che ci dicono i produttori attraverso le loro milionarie campagne pubblicitarie? Abbiamo a disposizione uno strumento che ci consenta di dire che un prodotto è migliore di un altro? La notizia positiva è che sotto questo punto di vista negli ultimi anni qualcosa è cambiato, per le aziende produttrici e soprattutto nella mentalità del consumatore. Il segreto è nel saper LEGGERE LE ETICHETTE ALIMENTARI per avere informazioni sulla qualità del cibo che stiamo per acquistare.
Giunti a questo punto preferisco non dilungarmi ulteriormente e dare il giusto tempo a chi ci segue di riflettere sul proprio stile alimentare.....nel prossimo post BENESSERE, ALIMENTAZIONE chiariremo alcuni aspetti sulla qualità dei cibi, sull' importanza di arrocchire la propria alimentazione consumando frutta e verdura e porremo l'accento su uno degli aspetti di maggiore importanza: l' etichetta degli alimenti.
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FONTI: un' esaustiva trattazione sulla qualità dei cibi e sulla 'coscienza alimentare' è possibile trovarla ne 'IL MANUALE COMPLETO DELL' ALIMENTAZIONE' e 'IL MANUALE COMPLETO DEI CIBI' di R. ALBANESI, ed. THEA.